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Le pagelle di metà stagione: i difensori

DIFENSORI:

Del Prete - 7,5 Tornato “a casa” dopo la breve parentesi catanese, è riuscito a non far rimpiangere quel Faraoni che non aveva fatto rimpiangere… Del Prete. Ha tenuto in piedi la baracca nell’avvio da incubo, quando era l’unico riuscisse a creare pericoli per le porte avversarie, aggiungendo gol pesanti (in tutto 3 più 4 assist) alla grinta, alla corsa e ai cross che sono le sue armi conosciute. Un attaccamento al gruppo che, con Comotto jolly di lusso, è stato premiato con la fascia da capitano che prima si erano divisi Lanzafame e Ardemagni. Unica nota dolente gli acciacchi fisici, che non gli consentono di allenarsi sempre al meglio. 

Volta 7,5 - Un big per la cadetteria e se Bisoli lo ha avuto al suo fianco in tutti i campionati vinti e prima ancora nel Foligno che sfiorò la B ai playoff, un motivo ci sarà… Rappresenta l’incarnazione perfetta di quello che il tecnico intende per difensore: sempre concentrato, bravo a leggere in anticipo l’azione e rapido nonostante la monumentale stazza. Capace di duellare con qualsiasi tipo di attaccante, la straordinaria intesa con l’altro centrale Belmonte ha fatto il resto consegnando al timoniere biancorosso una diga nel cuore del reparto. Si è reso pericoloso spesso anche su azioni , quando gli sono però mancate lucidità e precisione. 

Belmonte 7,5 - Meno fisico del compagno di reparto, compensa con una straordinaria intelligenza tattica e un prezioso senso della posizione. Arrivato a fari spenti da Catania e nonostante una preparazione estiva personalizzata per i postumi di un doppio intervento al ginocchio, è tornato in condizione a tempo di record divenendo ben presto il regista della difesa biancorossa. Anche in allenamento guida i compagni dalle retrovie e dispensa consigli ai più giovani. Monumentale la sua prestazione nell’ultima vittoria del 2015 a Vercelli. 

Spinazzola 7 - “Ha un motore da Formula Uno, devo solo metterlo a punto”. Così parlava di lui Bisoli già in estate durante il ritiro, ma il talentuoso esterno folignate ha avuto bisogno di tempo. Penalizzato dai continui cambi di posizione, visto che il tecnico in emergenza ne ha sfruttato la straordinaria duttilità, ha vissuto un inizio di stagione con il freno a mano tirato. Poi Bisoli ha saputo toccare le corde giuste e una volta calatosi mentalmente nella parte del terzino sinistro, “Spina” ha messo il turbo a un Grifo che in avvio era aggrappato alle sole galoppate di Del Prete a destra.

Comotto 6 - Uomo in più a disposizione di Bisoli. Ruolo che il capitano stesso in estate aveva detto di voler ricoprire in questa nuova fase della sua seconda giovinezza calcistica. In quelle poche volte in cui è stato chiamato in causa ha giocato da vero condottiero e senza sfigurare di fronte ad avversari più giovani. Si è dimostrato prezioso per l’ennesima volta prima di essere frenato da un problema muscolare (causato anche dallo scarso minutaggio) che nel frattempo è stato superato. E girata la boa c’è da percorrere ancora l’altra metà del cammino e non ci sono dubbi: saprà come rendersi utile. 

Rossi 6 - Tornato dal prestito a Varese sembrava finalmente pronto a prendersi un posto importante nel Perugia, forte anche della stima del nuovo allenatore, da “prima riserva” ha invece a lungo andare pagato alternanza di posizione: anche da terzino sinistro il suo l’ha sempre fatto, ma non ha certo le qualità di un propulsore di fascia. Poco impiegato, potrebbe decidere di partire.

 Alhassan SV - Tra i più promettenti terzini sinistri della B, è arrivato a titolo definitivo dall’Udinese e blindato con un contratto pluriennale ma già dal ritiro di Sarnano si è capito che le sue condizioni fisiche non erano buone. Praticamente sempre in infermeria fin dall’estate per un’infiammazione al ginocchio, è stato persino schierato qualche volta nei momenti di piena emergenza: non si è tirato indietro ma, pur per colpe non sue, è stata forse la delusione più grande dell’ultimo mercato. 

Mancini SV - Nel ritiro marchigiano il baby della Fiorentina aveva ben impressionato, come fosse destinato a ripercorrere le orme di Goldaniga. Dalla partita-incubo contro il Milan a San Siro in Coppa Italia di lui si sono via via perse le tracce anche se Bisoli continua a nominarlo spesso, per fargli sentire la sua considerazione. Di fronte a lui ha gente del calibro di Volta e Belmonte e trovare spazio non sarà facile: a gennaio si parlerà di col club gigliato che potrebbe decidere di mandarlo a fare esperienza altrove.Pettinelli e Proietti SV 

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