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Le pagelle di metà stagione: gli attaccanti

ATTACCANTI:

Parigini 7 - Voto alto nonostante alcune ingenuità (tanti gialli inutili costati poi squalifiche) e gli infortuni che lo hanno tenuto fuori in avvio. In gol anche con la maglia Under 21 di Di Biagio, quando si è visto in campo da esterno nel 4-3-3 del Perugia il talento scuola Toro ha dimostrato di poter sognare un posto nel grande calcio. Velocità, fantasia, tecnica e capacità di esecuzione: ha già all’attivo 4 gol e un assist. A tratti è sembrato imprendibile e il girone di ritorno può essere quello della sua consacrazione… a tutto beneficio del Grifo.

Ardemagni 7– Dopo aver fatto di tutto per tornare a Perugia in prestito dall’Atalanta, il bomber ha pagato più di tutti le difficoltà iniziali della squadra che era a caccia di un nuovo equilibrio e lo lasciava troppo isolato in avanti, chiedendogli oltretutto un pesante “lavoro sporco”. Arde però si è messo a servizio della squadra senza tirarsi indietro e con la prova-monstre del derby di Terni (deciso da un suo gol) ha dato il la alla rinascita biancorossa. Dopo qualche acciacco fisico è tornato in piena efficienza e nel nuovo 4-3-3 con i cross di Parigini, sperando che tornino anche quelli di Fabinho, potrebbe essere un’arma micidiale. Il presidente Santopadre ieri lo ha praticamente tolto dal mercato: resterà a Perugia per migliorare un bottino che ha ora all’attivo 6 gol e un assist.

Di Carmine 7 – Accolto con scetticismo nonostante diversi campionati di B alle spalle perché arrivato dalla Lega Pro, con cui aveva comunque collezionato 14 reti e 5 assist, ha atteso il suo turno e quando è arrivato ha dimostrato di poter essere più di una semplice alternativa ad Ardemagni. L’attaccante fiorentino, anche lui dichiarato incedibile dal presidente, è piuttosto un’alternativa che può dare al Grifo caratteristiche diverse rispetto al centravanti milanese. Ora Bisoli può alternare i due anche in base all’avversario e al momento di forma, senza escludere che un giorno non li si posso vedere insieme.

Drolè 8 – Insieme a Zebli è la sorpresa più bella di questo Grifo e la sua storia, raccontata nelle settimane scorse anche dai media nazionali, è commovente. Al di là di una velocità fuori dal comune e di una “fame” che lo accomuna all’altro baby ivoriano, ha saputo stupire anche per la sua forza mentale. Dopo due brevi apparizioni, un debutto da urlo come titolare contro il Cesena e i fari di tutta Italia addosso. Lì Drolè ha forse un po’ patito la pressione e fatto un passo indietro, ma non si è abbattuto e ha lavorato sodo in allenamento, cercando di imparare dagli errori riuscendo così a chiudere alla grande il 2015 con numeri funambolici e un gol più 5 assist all’attivo. Classe ’97, è un diamante grezzo i cui margini di miglioramento sono ancora sconosciuti.

Fabinho 6 - Alla fine si è dovuto arrendere all’infortunio e sottoporsi a due interventi chirurgici. Molto stimato da Bisoli, quando è servito è sceso comunque in campo onorando la maglia e segnando un gol col Lanciano, ma non era il vero Fabinho. Quello che i tifosi sperano di rivedere presto.

Zapata 6,5 - Il talentuoso ventenne colombiano, è stato penalizzato dalla mancanza di una preparazione fisica estiva e ha avuto alti e bassi. Ha saputo comunque conquistare la fiducia di Bisoli che gli ha concesso le sue possibilità: lui ha risposto mettendo in mostra le sue doti, pure se a sprazzi, e con i due gol rifilati al Brescia e alla Pro Vercelli.Mirval Boscolo Zemelo SV

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