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IL PUNTO - Grifo, quella voglia di lottare mancata contro il Trapani. Il resto è... il derby

Tanto tuonò, ma non piovve. La tempesta in casa Perugia è stata per ora evitata, ma le nubi non si sono dissipate e l’orizzonte biancorosso sembra ancora carico di elettricità alla vigilia delle due delicatissime sfide con l’Entella e il Latina che anticipano il derby, mai come ora la partita delle partite. Questo è stato più o meno il messaggio che i tifosi hanno recapitato direttamente alla squadra in un confronto serrato davanti agli spogliatoi prima dell’allenamento di ieri mattina. Momenti di tensione con Del Prete, accusato di essere arrivato tardi e difeso a spada tratta da Bianchi, il tutto con Comotto in testa al gruppo. La pazienza del popolo biancorosso dunque sembra essere finita e, svaniti i sogni e con la paura che comincia a farsi largo, gli obiettivi ora sono esclusivamente due: il mantenimento della categoria e il match contro la Ternana al Curi, un appuntamento che a questo punto vale una stagione e in cui i sostenitori biancorossi non tollereranno una prestazione come quella vista con il Trapani.

BISOLI SULLA GRATICOLA - Nel frattempo c’è la questione Bisoli: Ieri mattina il tecnico si è presentato regolarmente al campo ma era ancora in abiti “civili” mentre la squadra era già in tenuta da gioco, pronta per la ripresa degli allenamenti. Quando i giocatori dopo un confronto interno (trapelano indiscrezioni di un Rosati in lacrime per l’attuale situazione) e con la società hanno dato il loro sostegno all’allenatore, le dimissioni sono rientrate e Santopadre ha deciso di proseguire con l’attuale gestione nella speranza di una reazione dei Grifoni. Una responsabilità importante quella che si è assunto il numero uno biancorosso, quella di andare avanti con un tecnico nelle ultime gare parso anche lui un po’ in confusione (la gestione del finale a Cesena, la prova inguardabile di lunedì con Spinazzola e Del Prete sempre altissimi e ingabbiati da Cosmi), anche se tra le ipotesi circolate nelle ultime ore c’è persino quella di una “mossa congiunta” Santopadre-Bisoli per scuotere i calciatori e metterli con le spalle al muro e di fronte alle loro responsabilità. Se con Entella e Latina ci sarà la reazione, si arriverà al derby senza scossoni e con un po’ più di serenità e convinzione. Ma se la squadra non riuscisse a ripartire arriverebbe alla partitissima con la Ternana in condizioni disperate, probabilmente con un nuovo allenatore e un ambiente in escandescenza. Nervosismo e malessere intanto regnano anche in un gruppo nel quale, senza fare nomi, ci sarebbero secondo indiscrezioni alcuni elementi non più convinti del loro timoniere. Giocatori paradossalmente tutti titolari contro il Trapani.

SQUADRA CON LE SPALLE AL MURO - Una cosa va chiarita a tal proposito: la squadra vista contro il Trapani o ha difficoltà psicologiche e fisiche oppure ha veramente giocato senza impegno: se così fosse, e noi pensiamo di no, i giocatori devono sapere che Perugia e i suoi tifosi hanno mangiato letame per nove lunghi anni prima di riassaporare la B e i tifosi  tollerano tutto, a patto che si giochi guardando agli interessi supremi del Perugia e non giocando contro qualcosa o qualcuno o per interessi personali. Su questo aspetto è bene che i giocatori si ricordino che un fallimento sportivo avrebbe ripercussioni pesanti anche per la loro carriera, perché Perugia è una piazza trampolino e il passato insegna che chi ha fatto bene è stato destinato a carriere importanti. Mentre chi ha fallito è tornato  nell'anonimato.

IL MERCATO DI GENNAIO - Un’ultima considerazione infine sul mercato di riparazione, che al momento non ha avuto l’impatto sperato e sul quale si può fare un primo parziale bilancio. I difetti strutturali estivi sono stati corretti in parte e alla fine si è andato persino a lavorare su un nuovo modulo (3-5-2) dopo che gli infortuni di tutti gli esterni avevano reso quasi impossibile il 4-3-3 con sui si era trovata la quadratura del cerchio. La squadra è stata costruita per il fisico più che per la tecnica e quando cala atleticamente va, inevitabile, in difficoltà; circostanza dimostrata dal Trapani che dal punto di vista tecnico ha giocatori propensi più alla tecnica che alla corsa. Infine l'attacco, con Bianchi rimasto orfano di quello che a Crotone era parso il suo miglior partner possibile, quel Di Carmine ora rimpianto che sembrava perfetto per il 3-5-2. Il centrocampo cortissimo è stato invece sì dotato di due pedine in più come Molina (preferito a Moscati ma arrivato in condizioni fisiche approssimative e reduce da un problema alla caviglia) e Prcic, ma l’assoluta mancanza di feeling con il gol (nessuna rete dalla linea mediana finora) e la scarsa qualità nella fase di costruzione che aveva portato il Grifo ad essere “Taddei-dipendente” sono rimaste intatte. Qualità che davanti ha dato appunto Bianchi, arrivato però a fronte del sacrificio di un rimpianto Di Carmine, e che in mezzo al campo avrebbe dovuto dare proprio Prcic, il quale però dopo la diligente prova con lo Spezia si è rivelato disastroso facendosi ingenuamente espellere a Cesena lasciando così il Grifo senza regista nella decisiva sfida con il Trapani. Troppo poco tempo per giudicare un calciatore, abbastanza però per dire che nella fase più importante della stagione errori come questi possono rivelarsi fatali e pesano dunque sulle valutazioni.

VIETATO MOLLARE - Ora però è tutta acqua passata e l'imperativo è giocare per salvare il salvabile, con grandissimo impegno e per il bene comune. Società, tecnico, giocatori usino la lavatrice dei magazzini per pulire i panni sporchi e si guardino in faccia da uomini. Perugia e i suoi tifosi si meritano almeno questo.

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