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lI punto - Bisoli difesa e contropiede, ma il nuovo Grifo vince ed entusiasma

Carattere, grinta, una buona condizione atletica. Un gioco basato sulla grande tenuta della difesa e sul  depotenziare i punti di forza degli avversari.
Sono stati questi gli ingredienti su cui Bisoli ha puntato per risollevare la squadra dalla grande crisi di febbraio che aveva fatto precipitare il Perugia nelle zone pericolosissime della classifica.
Il trittico Latina-Ternana-Cagliari faceva paura, non solo per il significato che avevano le prime due sfide casalinghe (uno scontro diretto e il derby) ma soprattutto per le condizioni incui il Perugia le ha affrontate, al massimo dell'emergenza per le assenze di Spinazzola e Bianchi, le non perfette condizioni di Del Prete (finito poi ko con la Ternana( e con un reparto, quello offensivo, veramente ridotto all'osso.
Bisoli allora ha fatto due conti: avendo in squadra due fuoriclasse della categoria come Rosati e Volta che insieme agli altri difensori fanno della retroguardia la migliore in assoluto della B, ha ristrutturato il Perugia nella nuova versione 3.0, quello successivo al mercato di gennaio e agli infortuni in serie che lo hanno limitato nei risultati.
Ha aggiunto nel piatto la fame tipica delle squadre "alla Bisoli" e l'ha confezionato con grande lucidità. E il Grifo ha saputo così preparare e interpretare perfettamente le ultime tre partite, limitando al massimo gli errori gratuiti in fase difensiva tipici delle squadre che fanno calcio guardando troppo avanti. 

Insomma ha giocato un calcio all'italiana, fatto di raddoppi e chiusure, di attenzione ai particolari e di ripartenze veloci senza sguarnire troppo la difesa. Forse intendeva questo il tecnico, quando prima della gara contro il Latina avvertì la platea dicendo che sarebbe tornato a fare il Bisoli (e lunedì sera dopo il colpaccio di Cagliari, quando ha aggiunto che era stato costretto a "sbattere il muso").
In attesa di recuperare tutti i pezzi dell'attacco e concedersi il lusso di osare, Bisoli ha tracciato la via per questo finale di stagione: l'emergenza è tutt'altro che finita, anche se queste vittorie portano la firma di gente come Prcic e Milos, Molina e Aguirre forse criticati troppo prematuramente e in maniera eccessiva.
  

Sullo spettacolo rischiamo di dividere la platea, ma lo spettacolo non è anche difendersi e ripartire in contropiede come hanno insegnato i cultori del nostro calcio ( e quattro mondiali vinti) prima dell'avvento di Sacchi e i suoi discepoli o l'Inter di Mourinho che trionfo' in Champions battendo il Barcellona del tiki-taka

A Cagliari il Perugia di Bisoli ha  entusiasmato, come altre che giocano in maniera completamente diversa, puntando magari sul possesso palla. Il mondo è bello perché è vario...ed il calcio anche.

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