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Ascoli, poche certezze e tanti dubbi. E il presidente dirige dal...Canada

Abbiamo affidato alla penna  di Marco Amabili, direttore responsabile di picenotime, la presentazione sponda bianconera del match di sabato prossimo tra Perugia e Ascoli. Amabili fa un'analisi accurata della situazione in casa Ascoli alla luce delle ultime due sconfitte interne che hanno fatto scivolare i marchigiani ai margini della zona play out.

Se il campionato di Serie B terminasse oggi l'Ascoli sarebbe salvo. E' forse questa una delle pochissime note positive di una squadra reduce da un solo punto nelle ultime quattro partite, con le inaspettate sconfitte interne contro Avellino e Vicenza che hanno rappresentato una mazzata psicologica durissima da assorbire. In particolar modo il ko per 2-1 contro i veneti che non vincevano da oltre due mesi ha scalfito più di una certezza, con un Picchio sorpreso in avvio dai colpi di Ebagua ed incapace di ribaltare la situazione nonostante oltre un'ora con l'uomo in più.

Non è bastata la splendida coreografia "Questo è tempo di combattere" allestita dagli Ultras 1898 in Curva Sud, i ragazzi di Mangia hanno giocato senza cuore e senza mordente, con fare abulico e indolente, in difficoltà sia sul piano atletico che tattico. Ora la strada che porta alla salvezza è tutt'altro che in discesa, con i tifosi e gli addetti ai lavori che sono molto preoccupati dalla prossima cinquina di partite che presenta le trasferte di Perugia, Trapani e Terni inframezzate dagli impegni interni contro Cagliari e Bari.

Troppe le incertezze difensive di Milanovic e compagni, in evidente calo di forma pedine chiave come Almici e Petagna, sempre alle prese con problemi ai polpacci capitan Giorgi che vede ormai il campo a weekend alterni. Fatica a reagire anche mister Mangia, che nel dopo Vicenza si è presentato in sala stampa piuttosto giù di corda, senza riuscire a darsi e dare spiegazioni di una prestazione così opaca in quella che alla vigilia era stata definita "La Partita".

La società bianconera, capitanata dal nuovo amministratore delegato Cardinaletti, ha rinnovato la fiducia al tecnico milanese, ma è chiaro che in caso di pesante sconfitta in quel di Perugia la situazione si farebbe incandescente ed il presidente Bellini tornerebbe a tuonare dal Canada (dove vive per tornare ad Ascoli ogni 2-3 mesi e fermarsi una settimana), con il cambio in panchina che diventerebbe inevitabile per dare una scossa ad un gruppo che pare aver smarrito fiducia e compattezza.

A cosa appigliarsi per tornare a sorridere? Al senso del gol di un Cacia che in area sa sempre farsi valere sulla scia di 9 pesantissime reti già realizzate in campionato, alla verve del 20enne talento ceco Jankto e del 18enne terzino scuola Inter Dimarco (che però tornerà solamente Giovedì dalla Nazionale Under 19) ed alle parate di un Lanni che quest'anno ha sfoderato prestazioni sempre ampiamente sopra la sufficienza. Il resto lo faranno le centinaia di tifosi bianconeri che si apprestano a riempire il Settore Ospiti del "Curi" per spingere la squadra di Mangia ad un exploit esterno che manca dall'antivigilia di Natale (3-1 sul campo del Livorno). 

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