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IL PUNTO - Grifo, è troppo presto per le vacanze: c'è una maglia da onorare. E il futuro si scrive ora...

Dr Jekyll and mr Hyde, Giano bifronte, una squadra schizofrenica. Ognuno può scegliere la definizione che vuole per un Grifo paradossale, capace di imprese impensabili in emergenza assoluta quando è stato con l’acqua alla gola o gli uomini contati (come nei due derby, a Crotone o a Cagliari e a Lanciano) ma poi sempre incapace di spiccare il volo quando ce n’è stata la possibilità.

L’ultimo esame fallito è stato quello di Modena, che ha fatto infuriare il presidente e primo tifoso Massimiliano Santopadre così come tutto il popolo biancorosso (da applausi i 300 sostenitori al seguito in una notturna infrasettimanale) soprattutto per il modo in cui la squadra si è sciolta. Reduce da un buon periodo e con l’infermeria che finalmente si era andata pian piano svuotando, la sfida del “Braglia” contro un Modena in difficoltà pareva la grande occasione per presentarsi poi nella tana del Novara col coltello tra i denti e a caccia dell’aggancio playoff a quattro gare dalla fine. E invece il Perugia in campo non si è visto e le colpe sono di tutti. Le scelte del tecnico, che dopo tanto tempo aveva un più ampio margine di manovra, con il senno di poi si sono rivelate sbagliate e lui stesso fin dall’avvio ha rinnegato quella di Drolé, “tartassato” dalla panchina per tutto il primo tempo segnato dal suo fallo da rigore che ha portato gli emiliani sul 2-0 e chiuso praticamente la contesa dopo mezz’ora. Già, perché nel Grifo non si è vista nemmeno la lontana ombra della reazione che ci si aspettava da un gruppo a cui stavano sfilando il sogno di un posto negli spareggi per la A che sembrava impensabile solo qualche settimana prima.

Nessuno, tanto per fare un esempio, aveva la rabbia che ha poi portato Higuain a perdere sciaguratamente la testa a Udine nel ko in cui il Napoli ha visto sfumare le sue chance di scudetto. Se l’aspetto motivazionale è compito di un allenatore e (ulteriore paradosso) Bisoli è tra l’altro riconosciuto come uno dei migliori sotto questo punto di vista, è però anche vero che in campo vanno i giocatori ed è assurdo in Serie B vedere sei calciatori in area lasciar colpire indisturbato l’unico avversario presente in area dopo uno scambio corto da corner su cui nessuno è andato a fare pressione. E’ stata questa mancanza di concentrazione, della voglia di lottare per un obiettivo inseguito con fatica in una stagione tormentatissima a non andare giù a tutti gli innamorati del Grifo.

Il ritiro romano ordinato da Santopadre dunque è parso un messaggio chiaro alla squadra e al tecnico, la cui avventura in biancorosso sembra al momento destinata ad esaurirsi in estate. Un messaggio recapitato dal presidente a nome di tutto il popolo biancorosso: aver ottenuto la salvezza in un’annata tanto difficile e aver vinto due derby è stato importante, ma è troppo presto per andare in vacanza. E al di là del fatto che ancora tutto è possibile (con cinque vittorie nelle ultime cinque gare un posto nei playoff non sarebbe così improbabile), c’è un finale di stagione da onorare così come onorata va la passione dei 7.000 abbonati e di tutti gli altri tifosi biancorossi. Diversi grifoni infine hanno contratti pluriennali: la conferma va guadagnata sul campo.

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