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Bisoli: "A Livorno niente regali. Quanti rimpianti, il futuro? Se la società..."

Domani trasferta nella tana di un disperato Livorno per il Perugia di Pierpaolo Bisoli ormai fuori dalla corsa playoff e per l'ennesima volta in emergenza: "Sono out Rizzo, Spinazzola, Belmonte, Fabinho e Rizzo. Siamo in 18 ma con qualcuno non al top come Ardemagni reduce da influenza o Rossi e Del Prete che hanno sulle gambe solo la rifinitura.

Cercheremo di allestire una formazione competitiva per andare a vincere a Livorno perché vogliamo onorare da professionisti e raggiungere almeno quota 60 che non sarebbe comunque male.Con me gli stimoli i giocatori li devono trovare in continuazione, chi viene al campo con me non lo può fare solo per timbrare il cartellino. In una stagione tribolata, in cui rimpiango il fatto di non avere avuto tutti a disposizione, anche se tardi abbiamo trovato finalmente una quadratura e questo lavoro servirà in futuro e non andrà disperso". Poi Bisoli parla della probabile formazione: "Esordio da titolare di Monaco? No, schiererò l'undici che ritengo migliore e ora con Volta preferisco Mancini che è cresciuto molto. Da terzino partirà titolare Molina a destra e uno tra Del Prete e Rossi a sinistra, in mediana Prcic e Zebli con Guberti e Drolé sulle fasce e Aguirre e uno tra Parigini e Ardemagni in panchina. In panchina poi avremo anche Monaco, Della Rocca e Zapata".

Poi chiusura sul futuro: "Io vengo al campo senpre con grande entusiasmo e sono onorato di lavorare per una società come il Perugia, ma a fine campionato ci confronteremo e se la dirigenza sceglierà altre strade dovrò accettarlo mio malgrado. Questa è stata una stagione difficilissima, in cui per quasi tre mesi non arriva amo mai a 16 giocatori. Abbiamo fatto crescere dei giovani promettenti come Drolé e Zebli ed evitato di incappare in problemi più gravi e ritrovarci magari nelle condizioni dello stesso Livorno che affrontiano domani e che rischia la retrocessione dopo essere partito con velleità di promozione. Penso di aver creato una base importante e la disponibilità totale dei miei calciatori mi ha ripagato del lavoro fatto, così come Mancini che a gennaio ha rifiutato di tornare alla Fiorentina convinto di poter imparare molto da me anche senza giocare, come succedeva allora, e questo per me è stato uno dei più importanti attestari di stima che ho ricevuto. Eppure a volte sono stato trattato come se fosse la prima volta che allenavo in B quando nella mia carriera ho lanciato Nainggolan, Diamanti e Giaccherini. Poi non mi piace essere etichettato come difensivista quando gioco sempre con tre o quattro punte. Mi definirei piuttosto equilibrato".

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