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Bucchi: Bravo Cosmi, carichiamo troppo le partite in casa (FOTO)

 

QUESTE LE PAROLE DI CRISTIAN BUCCHI DOPO PERUGIA-TRAPANI: "Sul gol del Trapani siamo stati leggeri, è stato un episodio dove dovevamo avere un atteggiamento diverso. Sapevamo che era una partita difficile e dovevamo gestire decisamente molto meglio il vantaggio. Dezi aveva bisogno di riposare per non affaticare il ginocchio.  Quando dico che non siamo pronti per parlare di qualcosa di diverso è perché una squadra pronta e matura dopo che fai gol all'84 la partita la porti a casa. Invece così non è stato, siamo tornati agli episodi di Chiavari e Bari. Sapevo che per il Trapani questa partita rappresentava un passaggio definitivo e quindi avremmo trovato difficoltà. Molto spesso capita che gli avversari vengono e si chiudono impedendoci di fare il nostro gioco. Ci sta, bisogna però essere bravi noi a trovare soluzioni diverse. Le nostre caratteristiche sono quelle di palleggio, di inserimento, di velocità, quindi non abbiamo prettamente l'occupazione degli spazi. I nostri giocatori sono da costruzione, non mi piace molto la squadra che sta sempre in area mi piace più una squadra che ci arriva e che quando lo fa lo fa con molti uomini. Il Trapani e stato bravo a limitarci, noi pur non avendo fatto cose straordinarie eravamo riusciti a spezzare l'equilibrio, e lì bisognava essere bravi a difendere il risultato. Carichiamo sempre le partite in casa di troppe aspettative, io conosco il mio gruppo e so che quando è sereno e tranquillo vince e può vincere contro chiunque.

Acampora ha sempre fatto molto bene, per me è un giocatore determinante, oggi credevo ci fosse bisogno di trovare una soluzione da fuori ed è per questo che ho messo dentro lui. L'entusiasmo e la voglia di ambizione sono la nostra benzina quotidiana, ma conosco i nostri difetti ed è per questo che non voglio caricare l'ambiente con troppe aspettative. E stato bravo Cosmi a preparare la gara, noi dovevamo avere pazienza, siamo stati bravissimi a spezzare l'equilibrio poi però dovevamo solo gestire meglio il pallone, ma non lo abbiamo fatto.  Vedere Serse mi ha riportato alla mente l'immagine di tanti anni fa. Ci siamo ritrovati qui nel nostro stadio ed è stato emozionante. Io sono partito da qui come giocatore e lui da qui come allenatore. Quello che spero è che alle persone resti di me quello che sono come uomo, perché il giocatore o l'allenatore finisce e poi rimane l'uomo. (di Costanza Mancinelli)

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