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Santopadre insultato al Del Duca. Qualcuno, ora, chieda scusa

 

Bersagliato di insulti da inizio a fine partita. È stato il destino del presidente del Perugia Massimiliano Santopadre oggi ad Ascoli, prima, durante e dopo il match finito 2-2. Il presidente del Perugia è stato dunque il capro espiatorio per la situazione generatasi in settimana, sfociata nella decisione di giocare al "Del Duca" a porte chiuse a seguito del "no" di San Benedetto e Pescara.

Eppure a noi è sembrato che il Perugia sia stato il solo ad essersi reso disponibile a trovare una soluzione al caos di questi giorni, mettendosi completamente a disposizione della Lega e dell'Ascoli, alla ricerca di uno stadio in cui giocare. Avrebbe addirittura offerto il proprio stadio, "ospitando" i tifosi ascolani e il club di Bellini, con tutto ciò che ne sarebbe conseguito: co-assunzione di impegni per quanto riguarda l'ordine pubblico, e incassi, sicuramente molto più consistenti, compresi.

L'unica condizione a propria tutela è stata quella di concedere il proprio stadio senza variazioni in calendario. Legittimo, dal momento che a marzo, entrando il campionato nella sua fase più calda, tre trasferte di fila (Trapani,Ascoli, Novara) sarebbero state davvero penalizzanti.

Ed allora perché Santopadre è stato pesantemente insultato? La risposta può essere trovata nelle dichiarazioni rilasciate dallo stesso presidente a UmbriaTv, venerdì durante il TgSport delle 14,50. Dichiarazioni che qualche testata ha inteso riportare in maniera "fuorviante", decontestualizzando sia i contenuti che i toni impiegati durante l'intervista telefonica. Intervista che sarebbe stato opportuno ascoltare per avere un quadro più reale e concreto della situazione. Santopadre ha solo espresso la considerazione per cui a suo avviso non avrebbe avuto senso giocare di sera dal momento che i giocatori sarebbero stati sottoposti a un rischio infortuni troppo elevato, viste le temperature prossime all'inverno. Tutto questo senza tenere conto dei tempi di recupero più brevi rispetto alla prossima sfida contro il Novara. Soprattutto, in ogni caso, ventiquattro ore in più non sarebbero bastate per avere le certificazioni di agibilità o montare la curva mobile. Corretto, secondo noi.

Qualcuno ha addirittura criticato Santopadre per aver preteso che lo stadio fosse accessibile si perugini solo nel caso in cui fossero entrati gli ascolani. Anche questa ci è sembrata una forma di tutela a favore del club, affinché la disponibilità data non sfociasse in una decisione che in definitiva avrebbe penalizzato esclusivamente il Perugia ed i suoi tifosi.L'Ascoli in questi giorni ha dovuto fronteggiare svariate difficoltà, ma non è certo attribuibile al Perugia (e anche della Lega se vogliamo) la sopraggiunta impossibilità, questa settimana, di individuare una soluzione diversa da quella che ha poi iniziato a materializzarsi da lunedì.

Talvolta sarebbe più opportuno moderare i toni anzichè provocare perché nella vita, si sa, basta davvero poco per fare assumere ai fatti una connotazione diversa da quella che possiedono nella realtà.

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