Skin ADV

Imbattibili 78/79: i bellissimi aneddoti raccontati al Museo del Grifo (FOTO)

 

È stato un grande successo l'evento organizzato dall'Ac Perugia Museo, dedicato agli "Imbattibili". Vi hanno partecipato alcuni ex grifoni dell'epoca (Castagner, Vannini, Frosio, Nappi) oltre all 'Ing. Paolo Sclafani, Giampiero Molinari, Renzo Luchini, i familiari del compianto Antonio Ceccarini,Nello Malizia, mentre ha portato i suoi saluti in un collegamento Silvano Ramaccioni.
Castagner ha ricordato l'escalation di quel Grifo, capace di conquistare la vittoria del campionato di Serie B, due sesti posti nei primi campionati di A, il secondo della stagione 1978-79 e il terzo posto fino alla terza gara del girone di ritorno dell'anno successivo, quando poi scoppio' lo scandalo scommesse.

L'Ing. Paolo Sclafani ha parlato di "miracolo civico", portando ad esempio la costruzione dello stadio di Pian Di Massiano, realizzato in appena quattro mesi, tempo che oggi non sarebbe sufficiente -ha detto Sclafani- "per aprire un'edicola".

Pierluigi Frosio, capitano di quella squadra, si è detto emozionato per l'affetto che circonda gli ex grifoni a distanza di 40 anni da quella incredibile stagione.
"Siamo partiti dalla B - ha detto Frosio- ed eravamo un accozzaglia di giocatori che avevano pochissima esperienza in Serie A. La nostra alchimia è nata grazie ad Ilario Castagner, un fratello maggiore per tutti noi, stupefacente e innovatore anche nel dettaglio tattico (la ricerca del terzo uomo, gli schemi sulle punizioni). Nel 78-79 acquistammo Casarsa, Della Martira, Butti e Speggiorin, che venivano da club di Serie A che diedero al gruppo esperienza e qualità, acquisti mirati e che ci hanno permesso di fare il salto di qualità. Gli squadroni che venivano a Perugia ci chiedevano di pareggiare, perché da parte degli altri c'era la consapevolezza che eravamo diventati una squadra che si faceva rispettare.".

"Nel girone di andata subimmo 6 gol -ha detto Castagner, era difficile segnarci e quando tiravano in porta come quella volta a Torino con la Juve - dice il mister secolo del Grifo- c'era Malizia che faceva miracoli".
Massimo Calzoni, che del comitato si occupa dei montaggi video, ha ringraziato Guglielmo Mazzetti e la famiglia Bonelli (Tele Aia) che ha permesso al club di entrare in possesso di documenti filmati storici di quella stagione, che poi sono stati proiettati.

"Il club valorizzava i giovani (Pin, Novellino, Bagni) per poi rivenderli e far entrare capitali in società -ha detto Sclafani- salvo poi inventarsi la sponsorizzazione sulla maglia che ci permise di fare investimenti e lasciare un'impronta nel mondo del calcio e dello sport".

"Eravamo una squadra che concedeva poco - ha sottolineato Castagner- eravamo forti di testa e trovavamo spesso la linea del fondo. Aumentammo la nostra consapevolezza e alla fine ci sentivamo così forti che ci sentivamo incapaci di pensare di poter perdere"- ha detto Castagner.

"Mi dispiace non essere con voi - ha sottolineato Ramaccioni da Milano- sono felice di aver vissuto quella stagione con giocatori che si sono dimostrati dei grandi campioni. I complimenti vanno ad Ilario che non fece il minimo errore, ed ai giocatori che l'hanno seguito anche perché quell'anno non vidi tutte le partite, andando a vedere altre gare. A quell'epoca era impensabile poter fare quello che facemmo quell'anno, stupimmo tutta Europa" - ha detto Ramaccioni.
"Forse avremmo potuto vincere il tricolore se non ci fossimo accontentati - ha ricordato l'ex Ds- soprattutto se non fossero accadute cose strane, come nella partita decisiva con il Milan, in cui Bagni voleva fare "l'invasione di campo alla rovescio" (non voleva giocare).
"Sono passati tanti anni, ma siete sempre nel mio cuore e Forza Perugia- ha concluso Ramaccioni.

Franco Vannini ha ricordato il momento decisivo del campionato, il suo infortunio con Fedele dell'Inter: " Fu strano, perché non sentìi dolore e non immaginavo fosse una cosa così grave  tanto da comprometterne non solo il cammino verso lo scudetto, ma anche la mia carriera".

La vedova di Antonio Ceccarini si è particolarmente emozionata quando è stato ricordato quel gol contro l'Inter.
"Peccato non aver avuto quell'anno Renato Curi - ha detto Pierluigi Frosio- Curi era un grandissimo giocatore, che oggi sarebbe paragonabile a Verratti. A cinque giornate dalla fine mi infortunai e fui ben rimpiazzato da Zecchini, l'infortunio di Vannini fu però quello decisivo perche di testa eravamo veramente forti, soprattutto con Franco in campo. Molti di quei giocatori hanno fatto carriera- ha concluso Frosio- forse non eravamo totalmente consapevoli  della nostra forza, tanto da poterci guardare negli occhi e dirci che per lo scudetto non ci sarebbe stata storia".


"Le grandi squadre, Juve e Torino, cambiavano le marcature per Franco Vannini. - ha detto Michele Nappi. L'assenza di Franco fu determinante, come determinante  è stata la mancanza di quella cattiveria che forse la societa, volendo fare una critica, poteva inculcarci. Contro il Milan giocammo in 10 (per la questione Bagni) e senza Vannini e Frosio. Se avessimo vinto avremmo agganciato il Milan, dandogli probabilmente il colpo di grazia. Sceglievamo sempre di giocare il secondo tempo sotto la Curva Nord, perché per gli avversari era veramente difficile resistere con quel muro dietro, mentre nel primo il nostro portiere era "protetto" dai nostri tifosi. Lo stadio senza pista a fu un altro valore aggiunto.

"Ho fatto 600 chilometri per esserci - ha detto Nello Malizia- ricorderò per sempre la grande fila di gente che veniva allo stadio negli anni precedenti, quando giocavamo al Santa Giuliana".

 Umbria Televisione s.r.l. Via Monteneri, 37 06129 Perugia  P.IVA:01615980545