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Santopadre a UmbriaTV: le sue dichiarazioni (SINTESI)

Queste le dichiarazioni testuali del Presidente del Perugia Massimiliano Santopadre durante "Fuori Campo" di UmbriaTV: 

"Non mi lamento, perche lamentarsi è sbagliato. Ma non sono contento come non sono contente le persone che amano questa società: stiamo cercando di capire come risalire la china. Ad oggi non sono soddisfatto dei risultati, ma non dell'allenatore che è attaccato a questa società e lavora con grande passione.

Sono dispiaciuto anche per questi giocatori che hanno dei valori importanti e si impegnano tantissimo.

Camplone e Bisoli sono persone diverse, con Camplone abbiamo ottenuto risultati e gli voglio bene: le nostre strade però si sono separate e mai si ricongiungeranno; Bisoli mi da un adrenalina che mi fa ben sperare.

Se parliamo di classifica è chiaro che non sono contento rispetto all'anno scorso: non sarebbe comunque equilibrato tirare un punto dopo sette giornate, anche se oggi non sono venuto qui a difendere a spada tratta il nostro lavoro: ci sono dei difetti e cerchiamo di migliorare la situazione.

Ma voglio rimarcare che sono fiducioso e tranquillo, vedo l'allenatore e la squadra, mi confronto quotidianamente con tutti: dobbiamo solo raddoppiare gli sforzi per risalire la classifica.

E' importante capire che bisogna stare all'interno di un gruppo per capire le cose e Bisoli vede le cose quotidianamente e abbiamo un punto di vista diverso.

L'anno scorso, quando avevamo Falcinelli e Verre, non abbiamo vinto per 19 partite: la società vive quotidianamente la situazione ed il suo lavoro è quello di  affrontare le cose in maniera diversa rispetto alla critica, che non vive le situazioni dall'interno.

La coperta non è corta per niente, abbiamo il quinto-sesto budget della Serie B ma non per questo significa che siamo la quinta sesta a livello tecnico. Il Crotone ha speso meno di noi ma è secondo in classifica perche il calcio è cosi: per me noi abbiamo una rosa molta competitiva, per fare un campionato di vertice, con due tre primavera competitivi che non sono "bambocci" messi lì per fare le ossa in prima squadra ma ragazzi a tutti gli effetti che fanno parte della prima squadra.

Cesena e Cagliari, in quanto retrocesse, hanno dei paracadute economici che hanno permesso loro di fare un campionato di vertice; inoltre hanno presidenti che hanno grandi possibilità.

Il Perugia è sempre la mia corazzata e sono convinto della validità della mia rosa. Le offese fanno male alla squadra, non al sottoscritto che ormai è abituato alle critiche, anche pesanti: a quei tifosi che ci criticano pesantemente chiedo equilibrio.

Se ci mettiamo a dire da fuori che la squadra è scarsa, che la rosa è corta, che l'attaccante non segna facciamo il male della squadra. Sosteniamo questi ragazzi, poi più avanti vedremo dove saremo e se ci sarà bisogno interverremo; al momento non c'è bisogno di intervenire.

I brasiliani? Vero che non hanno inciso, però è meglio avere un Taddei in panchina che un '99. Speriamo di recuperarlo, come Filipe che non dimentichiamolo, ha cento presenze in serie B

Ardemagni è un attaccante che ha numeri importanti, con Novellino a Modena ha fatto benissimo da contropiedista. Di Carmine era partito fortissimo in carriera, ha fatto l'Europa League. L'abbiamo preso perche crediamo in lui.

Falcinelli era una scommessa eppure con noi è esploso. Lapadula a Pescara sta facendo benissimo, speriamo di mettere nelle condizioni anche Di Carmine di rendere al meglio. Ma criticare i giocatori è ingeneroso e frettoloso, perchè non li aiutiamo a superare le difficoltà.

Stasera penso che il 60-70% della squadra sta guardando la trasmissione e certe critiche potrebbero farsi sentire sull'umore di quelli che sono, non dimentichiamolo, dei ragazzi.  Anche se i miei giocatori sanno, quando firmano il contratto, in che piazza sono venuti.

Sto ricevendo messaggi di stima, dai giocatori e dai ragazzi della curva: chi ci critica è il 5% , ma  fanno rumore per 500. Sono come zanzare che ti pungono, ma devono stare attenti che "schioppano" (sorride ndr). Certe persone vanno prese di petto, come fanno loro con noi (riferendosi a chi critica ferocemente).

Mi confronto con Bisoli: lui lavora molto sulla fase difensiva, che è fondamentale; lui vede cosi il calcio, si puo essere d'accordo o meno: ma una volta messa  a punto la fase difensiva avrebbe pensato  al resto, cioè alla fase offensiva. Io non posso metterlo in difficoltà, perche queste cose Bisoli me le ha dette prime di firmare il contratto. Con l'Entella era arrabbiatissimo perchè la fase difensiva  non era stata fatta al meglio.

Quando arrivò Camplone, che era reduce da esperienze negative, me ne hanno dette di tutti i colori.  E comunque tutto questo non significa niente, quando inizia una nuova esperienza si riparte sempre da zero, anche con Bisoli sebbene abbia vinto tanti campionati.

Con Camplone avevamo finito un percorso: lui amava preparare la partita e gli allenamenti in maniera diversa, (forse il riferimento è alle pressioni). Se ci siamo abbracciati a Pescara? Ci siamo salutati , quando ci sono i soldi di mezzo le cose vanno così. 

Io non posso mettere a rischio dei dipendenti per il calcio: io lavoro a Perugia perche mi piace e mi diverto, ma non posso andare oltre le mie possibilità. Se un giorno dovessi vendere , vorrei farlo lasciando un ricordo tangibile. So che però devo costruire una società e una squadra all'altezza della città. Il mio settore è in grave difficoltà e non conosce ripresa, perchè le regole stanno cambiando e per un'azienda vecchio stampo è difficilissimo stare sul mercato. Però amo fare questo lavoro e mi impegno al massimo per stare al passo con i tempi.

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