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Sampaolo: Bucchi un fuoriclasse, vi spiego perché. Venerdì rigore netto, ma...Ecco come ho visto questa stagione (FOTO)

 

Le vittorie di ieri di Frosinone e Verona hanno per il momento escluso la disputa dei playoff. Ma a 180’ dalla fine ci sono ancora speranze? E come giudicare la stagione di Bucchi e del Perugia in particolare? 

Grifotube lo ha chiesto a Claudio Sampaolo, giornalista perugino che segue il Grifo dal lontano 1974, prendendo spunto da un sms che ci aveva inviato alla fine di  Perugia-Spezia (“Bucchi è un fuoriclasse della panchina”).

Claudio, spiegaci questa affermazione perentoria… 

"“Semplice, perché nelle tante difficoltà avute ha sempre trovato soluzioni fantasiose ed efficaci allo stesso tempo senza avere a disposizione dei campioni.

Penso all’esordio di Di Nolfo nel derby, alla difesa “a tre” di Avellino con Del Prete e Di Chiara portati dentro l’'area accanto ad un esordiente di 18 anni, Dossena, penso anche alla formazione contro lo Spezia. A chi lo ha accusato di presunzione per aver “osato” tanto vorrei chiedere: chi doveva giocare a sinistra? Del Prete contromano? Acampora che è una mezzala e porta sempre palla? Magari un’ala come Mustacchio? E Di Nolfo, nel primo tempo, non è stato l’'unico a provocare qualche strappo nella munitissima difesa spezzina? Qual'era poi l’alternativa? Terrani. Vorrei anche far notare che Gnahore si è fatto male dopo un quarto d’ora e che praticamente nella ripresa Bucchi aveva fuori tutto il centrocampo titolare. I grandi allenatori, per tornare all’'assunto di poco fa, trovano soluzioni apparentemente “folli”, ma perché hanno da “muovere” sullo scacchiere grandi campioni e rose molto importanti. Guardiola, l'anno scorso col Bayern, giocò in Champions contro l’Olympiakos, con un rivoluzionario 2-3-5, schierando tutti assieme Robben, Ribery, Lewandosky, Muller e Coman. Vinse 4-0 senza mai far uscire i greci dalla propria metà campo. Quando Allegri ha proposto l’'attuale schieramento con Pjanic regista più quattro attaccanti (Higuain, Mandzukic, Cuadrado, Duybala), cioè più o meno la stessa cosa, l’'hanno preso per matto. Ma sta vincendo tutto. Bucchi però riesce a fare queste cose con i giocatori di Serie B e con i giovani (diciamo che è un emulo di Gasperini che all’'Atalanta ha seguito la stessa strada con Caldara, Gagliardini, Petagna, Conti e Spinazzola). E molto bravo, è motivato, risponde sempre alle domande più assurde senza scomporsi. Spero che resti a lungo qui, perché lui è proprio un allenatore da Perugia”".

Che significa ?

“"Che ogni città, ogni piazza, digerisce un certo tipo di allenatore. Per dire: che Bisoli non sarebbe andato bene lo si era capito dopo quindici giorni. Qui la pietra miliare si chiama Ilario Castagner. Da lui in poi, cioè dall’'estate 1974, si accettano solo allenatori che fanno giocare le squadre al calcio, che non speculano, che hanno passione e non hanno paura di perdere pur di vincere. Cito Galeone e Cosmi come esempio. Cito Arrigo Sacchi che ha spiegato più di una volta perché Capello non fu confermato al Real Madrid dopo uno scudetto e perché la stessa cosa è successa a Guardiola a Monaco. Esiste un dna dei club che va rispettato”".

Hanno chiesto a Bucchi perché non gioca in contropiede come Castagner…

“"Ho sentito. Se gli avessero chiesto perché non si fa la barba prima della partita sarebbe statala stessa cosa. Io me ne sarei andato. Ma che domanda è? Lui invece l’'ha pure spiegato. Di base c’è un concetto che dopo 40 anni di calcio visto e scritto ho ben compreso: un allenatore professionista comunque sia ne capisce sempre più di uno di noi. E soprattutto avendo la squadra sotto osservazione tutti i giorni, con uno staff tecnico e medico di prim’ordine, difficilmente un tecnico sbaglia scelte…”".

E allora qual è il compito della critica sportiva?

“"Di studiare, di informarsi, di fare domande alle quali un tecnico possa dare risposte sensate. Io per esempio uno come Nicastro lo farei giocare sempre titolare, ma se Bucchi dice che ha problemi muscolari e che non era abile arruolato mi fido. Perché bisogna trovare per forza dei retroscena?"

Hai visto la partita, il rigore c’era? 

“"Direi proprio di sì. Di Carmine è stato bravo a mettersi tra Terzi e la palla ed è stato per così dire “tamponato”. Non so cosa ha visto Ghersini. Se non era rigore avrebbe dovuto ammonirlo per simulazione (?) non per proteste. Però non starei troppo a puntare su questo dato. Diciamo due cose: la prima che tirare fuori la storia che Ghersini è ligure è paradossale. Anche volendo prenderla per buona, tutti sanno della rivalità calcistica che esiste tra le due città. Secondo: diciamo che la decisione fa il paio con quelle altrettanto discusse di Novara”".

Ma il Frosinone non è in forte credito con le decisioni arbitrali?

“"Possiamo anche metterla così, ma è altrettanto onesto rilevare che Marino ha sempre avuto Ciofani e Dionisi, mentre Bucchi ha dovuto fare a meno di Di Carmine e Nicastro per una lunghissima serie di partite. E guarda cosa è successo al Verona nei turni in cui non ha avuto Pazzini…”."

Parliamo della rescissione di Belmonte?

"“E’' stata una grande idea, ancorché rischiosa, perché ha permesso a Bucchi di ripescare Alhassan. Significa che i dirigenti conoscono bene i regolamenti e hanno preso la decisione migliore in questo frangente”".

Che cosa rispondi a coloro che sostengono che il Perugia non vuole andare in A?

“"Che stanno parlando di un calcio di 30 anni fa quando non c’erano i soldi di Sky. Andare in A ora come ora è un business. Una società oculata, con un team di dirigenti che capiscono di calcio può restare in A per molti anni e guadagnare pure. E chi retrocede lo fa con le tasche piene. Tanto per parlare di cifre: Carpi e Frosinone hanno preso 22 milioni di euro a testa, più il cosiddetto “paracadute”, che va da 25 a 10 milioni a club, a seconda di quanti anni si resta in A. Chi fa informazione queste cose le dovrebbe sapere a memoria, così per spegnere sul nascere ogni altra ipotesi surreale”".

Dovesse rimanere in B, da quali giocatori dovrebbe ripartire il Perugia?

"È un discorso difficile perché se arrivano tanti soldi certi giocatori devono esser lasciati andare partire. Parlo per esempio di Di Chiara. Degli altri, posto che Dezi e Gnahore sono del Napoli, Mancini, Dossena e Fazi dell’'Atalanta, Nicastro del Pescara, Brignoli della Juve, per non dire degli altri “prestiti” come Ricci, Acampora, Terrani e Forte non  starei a farmi troppi problemi. Di sicuro ci sarà Di Carmine e tanto basta. Ormai con centinaia di giocatori sul mercato due direttori bravi come Goretti e Pizzimenti non avranno problemi a rifare anche una squadra di sana pianta. L’importante sarà poter contare su un allenatore sintonizzato con loro”". 

E se Bucchi dovesse andare, per esempio, al Sassuolo? Fai un nome per sostituirlo…

“"Serse Cosmi"”.

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