Skin ADV

Claudio Sampaolo: Le scommesse di Bucchi ed i (veri) numeri dei bomber (FOTO)

 

 

 

di Claudio Sampaolo

Da una settimana ormai, cioè della serata del 30 maggio (Perugia-Benevento 1-1), si sono susseguite e accumulate, come è giusto, analisi di ogni tipo sul mancato approdo alla finale playoff.  E siccome il calcio è materia soggettiva ognuno ha facoltà di dire e scrivere come la pensa, a volte anche “a prescindere”, come direbbe Totò. Farò due esempi.

Personalmente ritengo Bucchi un ottimo allenatore, sono convinto che arriverà ad allenare molto in alto e che quest’anno abbia compiuto autentici miracoli. Chi deve fare analisi non può fossilizzarsi sui particolari (perso per colpa di Gnahoré, no, del cambio Volta-Guberti, o, peggio ancora, è mancato un bomber da 20 reti…) ma cercare di allargare l’orizzonte.

Per esempio: quante certezze aveva in rosa Bucchi e quante scommesse? In entrambi i casi conta compulsare l’almanacco, valutare le carriere, gli infortuni, eccetera…
Beh, da questo punto di vista le certezze tecniche erano davvero poche: Dezi, Volta, Del Prete (pur con muscoli di velluto), Belmonte, e mettiamo anche Rosati, Mustacchio e Guberti a voler essere di manica larga.
Gli altri, tutti con grandi punti interrogativi: l’età avanzata per Brighi, viceversa per Dossena, Di Nolfo e Mancini, l’arrivo da campionati inferiori per Monaco, Di Chiara, Ricci, Forte, Terrani, Nicastro, il curriculum da bomber non certo esaltante per Di Carmine (un gol ogni 300’), il ”ripescaggio” da stagioni in chiaroscuro per Brignoli, Alhassan, Fazzi, Acampora e Gnahoré.
Già si potrebbe chiudere qui, avendo dimostrato che con una squadra fatta di molte, troppe scommesse, Bucchi è riuscito quasi ad arrivare in serie A vincendone parecchie (Di Chiara, Mancini e i due attaccanti su tutti).

Secondo punto (questo anche a supporto delle scelte di Goretti): si è detto che al Perugia è mancato un bomber, come Pazzini, Antenucci, Ceravolo eccetera. Sarà anche vero in termini assoluti, ma più che altro a Bucchi è mancata la presenza in tutte o quasi le 44 partite stagionali dei suoi due migliori attaccanti, che avevano trovato una intesa e una forza realizzatrice non indifferente (17 reti in tandem quasi alla fine dell’andata). Di fatto, considerando i minuti che hanno effettivamente giocato nella stagione, spesso assenti a causa di infortuni, è come se Di Carmine fosse stato impiegato mediamente 56’ a partita, Nicastro addirittura 43’.
Volete sapere gli altri? Dionisi 84’, Ceravolo 81’, Ciofani 80’, Antenucci 78’, Pazzini e Lasagna 74’.
Nel calcio non esistono controprove, ma come sarebbe finita con Di Carmine e Nicastro “dotati” dei minutaggi dei rivali?

(da pagina Facebook Claudio Sampaolo per gentile concessione) 

 Umbria Televisione s.r.l. Via Monteneri, 37 06129 Perugia  P.IVA:01615980545