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Tifosi, parla Peppe: Andai ad invitare i parenti al matrimonio e incontrai il Grifo. Il giorno della partita obbligo...(FOTO)

 

Potrebbe percorrere il tratto Spello -stadio Renato Curi ad occhi chiusi con 50 anni di abbonamento sulle spalle. A Spello è sicuramente lui, Giuseppe (detto Peppe) Fuso, il tifoso del Grifo più appassionato ai colori biancorossi. Solo un incidente di percorso l'ha fermato, un piccolo problema di salute che l'ha tenuto lontano dalla sua seconda casa per qualche mese. Appena potuto però Peppe e tornato al suo posto in Tribuna insieme agli amici di sempre . 

Una passione nata da lontano quella di Peppe: "Era il 1967, quando  insieme alla mia fidanzata, poi futura moglie,  sono andato a Perugia per invitare i parenti al nostro matrimonio. Quella sera il Perugia aveva vinto il campionato ed era andato in serie B. Sono rimasto così  impressionato dalla grande festa che avevano fatto i tifosi che da quel momento mi sono innamorato di questa squadra. Avevo i brividi per l’emozione,  e da allora non ho mai smesso di tifare il Grifo. Ho seguito la squadra anche nei momenti più difficili, facendo l’abbonamento anche quando era in serie D. Le poche partite che ho perso, sono state solo per motivi di salute" .

 Da allora una vita in bianco e rosso, senza sosta su e giù per la statale 75: "Il giorno che c’è la partita,  la prima cosa che faccio appena mi sveglio è di preparare l’abbonamento e metterlo nel portafoglio. Non voglio scordarmelo. Poi costringo tutta la famiglia a pranzare o cenare in largo anticipo, per sentirmi pronto e riposato per andare allo stadio ma anche per guardare la partita in televisione. Quando giochiamo in casa, vado allo stadio con mio nipote Giampiero Antonini: sono quasi quaranta anni che viene con me. Adesso allo stadio con noi viene anche  suo nipote Tommaso, grande tifoso del Grifo. Noi abbiamo il Perugia nel cuore, andare allo stadio è un momento irrinunciabile". 

Peppe si è innamorato del Grifo da ragazzo e come tutti i tifosi c'è una giornata che non dimenticherà mai: "Non mi scorderò mai quando il Perugia conquistò la serie A battendo il Verona.  Mi ricordo la grande felicità di quei momenti, i festeggiamenti allo stadio e i caroselli dentro Perugia. La mia passione  per il Grifo è cresciuta quando è arrivato Luciano Gaucci, perché ci ha fatto divertire molto portandoci fino alla Coppa Uefa. In quella stagione abbiamo fondato a Spello il primo “Perugia club”. Per me è stata una esperienza molto bella, abbiamo fatto negli anni molte feste e tutti si sono divertiti. Se il Perugia torna in serie A, rifarò un'altra festa per rivivere quella emozione vissuta nel 1967 che mi ha fatto innamorare del Grifo.

Come i grandi amori c'è anche qualche delusione :  "La più grande   è stata la spareggio con l’Acireale a Foggia, perché nonostante la vittoria  retrocedemmo per la storia del calcio scommesse. Già al ritorno a casa in autobus, mentre stavamo festeggiando, si iniziava a parlare della vicenda del cavallo di Gaucci. Poi siamo retrocessi in C1".

Peppe ne ha visti tanti di giocatori indossare la maglia biancorosso, ma il migliore è Franco Vannini: " Il Condor  era, e rimane ancora, oggi il mio giocatore preferito. Era un calciatore forte e mi piaceva il suo gioco, in particolare i suoi assist in area.  Se nell’anno dei “Perugia dei miracoli” non si fosse infortunato, sono convinto che avremmo vinto lo Scudetto.

Infine il presente e il Perugia che verra': L'abbinamento è una questione a prescindere e poi Il nostro presidente  sta lavorando molto bene, sono sicuro che anche quest’anno allestirà una buona squadra. Andare in serie A non sarà facile, ma io ci credo sempre e sognare non costa nulla". 

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