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Ex, Cosmi: Ad Ascoli c'è passione, possiamo risalire (FOTO)

 

QUESTE LE PAROLE DI SERSE COSMI DURANTE LA PRESENTAZIONE OGGI POMERIGGIO AD ASCOLI

(testo da sito picenotime.it)

"Grazie al presidente, quando non si allena è molto difficile, il campo ti manca tanto. Speri sempre che arrivi una chiamata che possa toglierti da quel momento in cui ti senti quasi ai margini e vorresti essere protagonista. Ci sono state due fasi per questa chiamata, la prima 15 giorni fa, poi c'è stata una situazione di stallo e ieri è arrivata la chiamata definitiva. Sono felice per tanti motivi. Uno dei miei limiti è di rendere meno in uno di quei posti in cui il calcio non viene vissuto come una religione. Qui ad Ascoli c'è amore, passione, ci sono giustamente tante pretese, questo club ha vissuto nel tempo momenti straordinari. In questi posti penso e spero di poter dare il meglio di me stesso. La situazione di classifica ci vede in difficoltà in questo momento, se ho accettato la proposta è perchè ci sono tutte le componenti per poter risalire, a partire dall'attaccamento dei tifosi per questa squadra. So di avere vicino gente che mi può aiutare, con una Società solida sia economicamente che sul piano della semplicità. Il calcio rimane un gioco, dove gli attori non sono più gli stessi di una volta e bisogna averne consapevolezza. I giocatori sono cambiati, è rimasta però una cosa: le squadre che fanno risultati positivi e danno un'immagine idonea mettono in campo voglia, coraggio, spensieratezza e cattiveria agonistica. Queste componenti nel calcio sono rimaste tali, da 50 anni ad oggi. Ringrazio di nuovo per la chiamata il presidente e tutti voi, sia stampa che tifosi. Il mio unico pensiero è quello di proporre una squadra che sia in grado di identificarsi nella gente che va allo stadio. Vogliamo assumere questa forza, sarà il lavoro più difficile ma sono sicuro che ci riusciremo. Mi nutro di emozioni e sensazioni, l'essere desiderato dalla piazza e dai tifosi mi ha dato maggiormente la forza per accettare questa nuova avventura. Il Crotone? Non c'è stato nessuno contatto, è uscito il mio nome, ma è il solito gioco del totoallenatore che spesso è spinto dagli amici degli amici. Io non mi reputo inferiore all'80% degli allenatori che sono in Serie A, senza mancare di rispetto alla mia categoria. Tutti gli allenatori, tanto, penseranno di essere in quel 20%... Io non mi ci sento. A me piace metterci la faccia e misurarmi con il campo, i giocatori, i tifosi, gli avversari e i risultati. L'ambizione di tornare in Serie A la abbiamo tutti, questa città vuole tornarci, io ancora più della città, mi sembra di aver intuito che sia anche un desiderio del presidente, ma per raggiungere risultati così importanti bisogna attraversare certe situazioni che a me non spaventano. Finita una rivoluzione se ne fa un'altra. Ho visto giocare l'Ascoli, anche se è una delle pochissime rose in cui non ci sono giocatori che ho allenato. Solo Rosseti era nella Primavera del Siena quando io ero lì. Stanotte ho viaggiato molto, ho dormito poco, mi sono svegliato alle 2 e su Sky stavano trasmettendo la partita Perugia-Ascoli, ho visto quindi il match. Stiamo raccogliendo dati e informazioni, Bazzani è molto attento a tutte le squadre. Ho visto il modulo dell'ultima partita, cercheremo di adeguarci, non è detto che bisogna fare necessariamente il 3-5-2. Mi è stato dato questo marchio di fabbrica ma non è stato sempre così, ho più volte giocato a 4. Oggi è impossibile parlare di modulo, ci dovremo riaggiornare in merito la prossima settimana. Mercato? La Società ha delle strategie e l'allenatore dà dei suggerimenti. Le dinamiche del calciomercato sono strane, questa è una squadra giovane e quello deve rimanere il marchio di fabbrica, amo allenare le squadre giovani. Non posso stravolgere questa politica societaria, non posso arrivare io e cambiare tutto, sarebbe una follia. Va integrata una rosa che ha subito delle perdite con degli infortuni importanti. Favilli, ad esempio, è uno dei migliori attaccanti della categoria. Bisogna inserire qualche giocatore in grado di poter dare esperienza necessaria ma anche giovani. Petkovic? Impossibile da raggiungere, è un giocatore che sta in Serie A e credp che abbia voglia di rimanere in A, non è il tipo di giocatore che possiamo ipotizzare per l'Ascoli. Calcisticamente nasco nel mio paese di Pontevecchio, l'unica esperienza nei professionisti l'ho fatta nella Ternana nei Berretti. Entella? Una delle 5 migliori squadre di questo campionato, la loro classifica non dice il vero valore della squadra. Conosco diversi giocatori, ha qualità, esperienza. Con Aglietti ci siamo sfidati più volte. Lavorerò sulla testa dei ragazzi, adesso diventa una necessità, il resto è tutta una conseguenza. Maresca? L'ho affrontato da calciatore tante volte, mi servirà comunque il suo lavoro, potrei fargli da padre da questo punto di vista. E' la prima esperienza da allenatore, non è finita per lui come avrebbe sperato, ma il calcio per fortuna sua è molto più lungo di quello che spetta a me. Ringrazio, da allenatore, sia lui che Fiorin, avrà modo di parlare con loro. Capisco il dolore di Maresca, per noi allenatori quando finisce un'avventura sembra che finisce la vita. E' successo anche a me, capisco il suo stato d'animo e non guardo i punti in eredità. Sono convinto che farà bene nel prosieguo della carriera". 

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