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PUNTO: Le polemiche sul gioco e i titoli discutibili. Ogni squadra ha il suo tempo (FOTO CERQUIGLINI)

Il titolo della Gazzetta dello Sport (il Perugia con l'aiutino fatto dai titolisti della redazione centrale e non dall’autore dell’articolo) ha scatenato le polemiche di molti tifosi. 

Ma non ha fatto passare in secondo piano l'importantissimo successo di sabato del Perugia. Una vittoria ottenuta con un grande spirito di sacrificio, con un pizzico di fortuna ( e non aiuto) e contro un avversario veramente ostico.

Il Foggia di Stroppa è oramai squadra rodata, con una precisa idea di gioco portata avanti da  tre anni almeno (prima c’era De Zerbi) , fondata su possesso palla e intensità.Al contrario del Perugia di Breda, che  lascia il pallino del gioco agli avversari e sta sviluppando la sua identità su una ritrovata solidità difensiva e sulle ripartenze.

La gara di sabato ha estremizzato questi concetti anche perchè  il Perugia era reduce dall'impegno di martedi e perche Breda, per diverso tempo, è stato costretto a lavorare cercando di risolvere alcuni gravi problemi della squadra: il tecnico sa benissimo che sullo sviluppo della manovra ci sarà ancora da lavorare, ma non aspettiamoci  sconvolgimenti. Non dimentichiamoci in quali condizioni fosse il Perugia poco più di due mesi fa e quanto fosse fragile.

Al tecnico trivigiano vanno riconosciuti alcuni meriti: innanzitutto quello di aver riportato tranquillità nello spogliatoio e poi aver lavorato sulla  fase di non possesso e sulla lettura a gara in corso.

Ricordate quando Breda diceva che le partite duravano 90 minuti e che l'importante era mantenere l'equilibrio e imparare a leggere i momenti?Quella che per molti era  una cantilena è oggi realta:  la differenza la stanno facendo la qualità dei giocatori, da gennaio decisamente aumentata .

Alcuni esempi? le parate di Leali,lo strapotere  fisico di Magnani, la duttilità di  Mustacchio,  la  consapevolezza nei propri mezzi di Di Carmine e Cerri, la grande personalità di Diamanti e Dellafiore.

A chi sostiene che il Perugia giochi male  rispondiamo che  ogni squadra  ha il suo tempo. E‘ vero in questi ultimi anni il progetto di gioco è stato doscontinuo, a volte  per causa di forza maggiore (richieste dalla A per Bucchi) un po’ perché Santopadre vorrebbe sia una squadra che diverta ma anche  pragmatica e solida .

Che significhi poi bel gioco lo lasciamo ai gusti dei lettori, si può essere divertendi facendo possesso palla, ma si può divertire anche con uno splendido contropiede come quello di sabato. Due modi di fare calcio su cui ognuno ha la propria opinione ( e noi la nostra e chi ci legge lo sa): il tema va avanti  sin dai tempi di Trapattoni e Sacchi.

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