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Breda, i motivi dell'esonero. Nesta e il fattore Rubinacci, ma società ha solo da perderci (FOTO CERQUIGLINI

 

 

Roberto Breda è già tornato a Treviso: dopo l'esonero comunicatogli dalla società nella tarda serata di sabato è stata una giornata triste per il tecnico veneto, arrivato a Perugia al posto di Federico Giunti e protagonista di una rimonta in classifica che l'ha portato a raggiungere i play off.

Cosa è accaduto  per arrivare ad una decisione così drastica visto che solo tre settimane fa il presidente Santopadre proprio nella conferenza stampa post Ascoli disse che “Breda era uno di noi”? Sicuramente martedi, giorno previsto per la presentazione del nuovo allenatore (che salvo clamorosi colpi di scena firmerà domani), il presidente chiarirà soprattutto questo aspetto, anche per dare una risposta a coloro, e sono tanti tra i tifosi, che non sono riusciti a capire questo avvicendamento tecnico.

Analiticamente parlando i risultati possono essere stati un “fattore”, visti i tre punti conquistati in cinque partite e la sconfitta nel derby sebbene Breda sia stato costretto a rinunciare ad alcuni giocatori fondamentali nel momento cruciale ed avere scarse alternative a centrocampo e attacco. Inevitabile che ci sia dell'altro , cioè che in società non siano rimasti soddisfatti del lavoro complessivo del tecnico: la mancata crescita della squadra in termini di sviluppo della manovra per esempio è stato un tema  sottolineato anche da una parte della stampa e della tifoseria e alle quali Breda ha già risposto in tempi non sospetti spiegando  che nel calcio contano i risultati e che in Serie  B solo Empoli e Foggia , che però in classifica è dietro al Grifo, hanno un “gioco” migliore delle altre.

Allora perchè Breda è stato chiamato se non rispecchiava le linee guida? La risposta potrebbe essere che c'erano poche alternative gradite ( e quelle sondate non erano disponibili a parte Cosmi su cui c'è stato il veto del presidente) e Breda aveva le caratteristiche giuste a livello di personalità per riportare un po' di serenita all'ambiente in un momento delicatissimo. Inoltre nello staff c'era un preparatore con buone esperienze tra i cadetti che mettesse mano sulla condizione generale della squadra, che poi alcuni giocatori (non ultimo Di Carmine a UmbriaTV lunedi sera) hanno definito non ottimale. Per la cronaca: il preparatore in questione, Donatello Matarangolo,  rimarrà fino a fine campionato.

Cosa potrà fare dunque Nesta in queste due settimane che precedono i play off? Il pensiero va al Pescara di tre anni fa, quando ad una giornata dalla fine il presidente Sebastiani esonerò Baroni e chiamò Oddo che sfioro clamorosamente la promozione  perdendo la finale play off nel ritorno di Bologna quando le porte della Serie A si chiusero sulla clamorosa traversa di Sansovini in pieno recupero. Il pescara, come il Perugia, era in calo e la mossa funzionò.

Nesta intanto lavora da due anni con Lorenzo Rubinacci, conosciuto ai tempi del supercorso di Coverciano in cui ha ottenuto il patentino di prima categoria nell'ottobre del 2015: non è un particolare di poco conto. Rubinacci innanzitutto conosce benissimo Perugia , avendo guidato la primavera del Grifo dal 2001 al 2005 con un terzo posto al torneo di Viareggio ed è stato già avvistato recentemente al "Curi". Inoltre, sebbene abbia svolto prevalentemente il ruolo di secondo e collaboratore tecnico, ha un'ampia esperienza sul campo ed è definito da molti addetti ai lavori professionista veramente preparato. E' un conoscitore  del 3-5-2, applicato soprattutto quando era nello staff di Cosmi, prima come collaboratore tecnico ai tempi della Serie A del Siena nel 2012 ( e l'anno prima anche a Lecce) quindi al Pescara nel 2014 (ancora collaboratore tecnico) infine a Trapani nel 2015-16 quando fu promosso vice  (collaborazione interrotta a metà stagione per raggiungere proprio Nesta negli Stati Uniti).

Nesta dunque si è affidato ad un uomo di campo  per intraprendere il nuovo mestiere: tornare in Italia per lui significa provare a fare un salto di qualità, misurandosi in un campionato ben diverso da quello americano, dove non ci sono pressioni e il calcio è solamente spettacolo. Avere uno staff all'altezza  è fondamentale soprattutto negli ultimi anni dove le rose dei collaboratori tecnici si sono allargate anche ad altre figure.

Si ritroverà una squadra che dopo Bandinelli perde anche Mustacchio la cui stagione potrebbe essere finita a causa dell'infortunio patito contro il Novara. Difficile ipotizzare un ritorno al 4-3-3 (escluderebbe in teoria uno tra Cerri e Di Carmine), probabile che si valutino altre soluzioni (Terrani o Zanon, se serve anche Del Prete nonostante non sia al meglio). Se dovesse andar male sarebbe una delle esperienze piu brevi della storia biancorossa , a memoria piu di quella di Salvatore Matrecano che nel 2008 guidò il Perugia di Pierangelo Silvestrini per tre partite prima della rivoluzione del fratello Vincenzo che richiamò in sella Antonello Cuccureddu, precedentemente esonerato.

La società con questa scelta avrà  sicuramente molto da perdere e poco da guadagnare, soprattutto se il Perugia dovesse uscire al primo turno. Ma ha voluto tracciare una linea e ripartire.

Ultima considerazione: Breda sicuramente non meritava di giocarsi la sua ultima partita con il sostituto allo stadio e ci appare molto strano questo aspetto vista la grandissima riservatezza con cui Santopadre ha sempre affrontato tutte le situazioni che hanno a che fare con i media. Sarebbe stato meglio aspettare martedi.

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