Grifo, terminata la stagione più difficile. Gli scenari futuri (FOTO)
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Grifo, terminata la stagione più difficile. Gli scenari futuri (FOTO)

Ora che è  finita con le immancabili polemiche che hanno caratterizzato questa  stagione in casa del Grifo e ora di tracciare una linea e guardare avanti. Proviamo in poche righe a riassumere cosa è successo facendo un'analisi a 360 gradi partendo dalle scelte tecniche, ma analizzando anche ciò che ha scosso, per la prima volta ed in maniera seria, l'ambiente biancorosso.

SCELTE ESTIVE: 

Il Perugia avrebbe voluto continuare con Cristian Bucchi, che però non si l'è sentita di rifiutare la chiamata della serie A. Goretti ha quindi puntato su Federico Giunti (su Grosso c'era il Bari, altra alternativa era Vivarini) un tecnico con nessuna esperienza in B ma che la società era convinta di potrer far crescere e plasmare. C'era riuscita con Camplone e Bucchi d'altronde e c'erano convizione e fiducia.  Giunti però ha commesso un errore:  insieme allo staff tecnico ha puntato su un tipo di preparazione,  che a detta di molti giocatori ,e' stata troppo leggera. Contava di amministrare il contraccolpo della partenza a razzo con piu facilità, ma il mondo gli è caduto addosso quasi senza accrogersene

Ci sono state altre concause: il momento nero di Rosati che invece di mettere qualche toppa ha preso reti inspiegabili per un giocatore del suo valore.  Giunti ha pagato anche la difficoltà di gestire per la prima volta uno spogliatoio più numeroso: anche Bucchi un anno e mezzo fa aveva avuto delle difficoltà iniziali, ma aveva una rosa piu ristretta ed è riuscito a cementare il gruppo, aspetto su cui Giunti invece ha avuto molte piu difficoltà La società ha tentato di coprire la falla, ma la sconfitta di La Spezia e quella contro il Cesena hanno generato l'inevitabile esonero.

Le alternative però erano poche : De Zerbi e Oddo, tecnici piu vicini all'idea di calcio di Goretti attendevano la Serie A, Stellone con uno stipendio fuori budget e comunque allenatore di altro stampo. Ha deciso quindi Santopadre, a cui rimanevano Cosmi e Breda. La scelta di Breda è arrivata al termine di una notte di riflessione e su suggerimento di Paolo Paloni, grande amico del presidente e vicino alla società da molti anni. Goretti condivide, conosce  Donatello Matarangolo, preparatore atletico di Breda e uomo chiave della stagione strepitosa di Di Carmine.

BREDA: 

L'inizio di Breda non è stato affatto facile, nonostante il grande lavoro di “normalizzazione” fatto nello spogliatoio. Il suo carattere "umano" è stato apprezzato dal gruppo, ma i risultati altalenanti, culminati con la sconfitta interna contro l'Empoli a cui ha fatto seguito la prima franca discussione interna con i giocatori hanno messo in serio pericolo la sua posizione. Dopo una notte di riflessione Santopadre ha deciso e di andare avanti con il tecnico, invitandolo a fare qualcosa  in chiave tattica.  Dopo il confronto Breda  passa alla difesa a tre, non a caso arrivano Gustasfon, Magnani e viene confermato Mustacchio. Il Perugia si riprende e dopo una grande striscia di risultati  si avvicina alla promozione diretta.

Ad Avellino però la macchina si inceppa e gli infortuni di Pajac e Bandinelli privano della squadra a di alcuni uomini chiave. Il vento cambia dopo la sconfitta contro la Ternana, subita in rimonta e davanti al pubblico del Curi. A fine partita le faccie sono nere, sarebbe l'occasione buona volendo per chiudere anzitempo l'esperienza con il tecnico trevigiano. Santopadre però  decide di andare avanti confidando in una reazione d'orgoglio: è lui ad aver scelto Breda ( preferendolo a Cosmi ) e non se la sente di scaricarlo, sebbene la sconfitta sia delle più brucianti, un'onta per il pubblico di fede biancorossa.

Chi però conosce il modo di ragionare di questa società  immaginava  che Breda non sarebbe stato l' allenatore del futuro. Il suo esonero dopo 3 punti in 5 partite alla vigilia dei playoff è stato il modo in cui il club' ha voluto rilanciare  rischiando ancora sulla propria pelle, andando un pò controcorrente come accaduto nella scelta di non ingaggiare Cosmi. 

NESTA: 

L'ex laziale ha stravolto il modo di giocare del Perugia: voleva una squadra corta e aggressiva, baricentro molto piu alto, due punte piu vicine all'area di rigore. L'idea di calcio pensata si è tradotta in un ottimo primo tempo di Venezia, il gol e l'inevitabile calo fisico del secondo tempo hanno “chiuso la stagione con un pesante 3-0.    Nesta ha preteso comunque un secondo tempo d'attacco, sintomo di coraggio e personalità dimostrato dal cambio Colombatto Gustafson, ma la squadra si è allungata aprendo spazi per le micidiali ripartenze lagunari. Sul piano tattico non è stata affatto da bocciare  la mossa di Buonaiuto esterno, un pò meno quella di Cerri che per tutto l'anno ha lavorato da “falso nueve” e ha fatto piu fatica dieci metri piu avanti. Era un rischio da mettere in preventivo.

FUTURO:

In questi anni, da quando è tornato in serie B il Perugia ha abbandonato progressivamente la politica dei prestiti per acquisire giocatori di proprietà. I buoni campionati disputati dalla squadra hanno aumentato il valore di alcuni creando i presupposti per affari che si sono rilevati economicamente vantaggiosi per le casse della società: emblematici i casi di Mancini, Zebli e Drole', Di Chiara mentre quest' anno c' è stata l' eccezione di Di Carmine. 

Nonostante quelle cessioni la squadra ha sempre disputato campionati di alta classifica con budget, cosi hanno scritto fonti accreditate, in linea con le potenzialità del club e tra i piu contenuti della B. Questo non significa che Santopadre non abbia investito: per il campionato appena concluso  il budget messo a disposizione  è stato superiore di circa 1,5/2 milioni rispetto a quello messo sul piatto per Christian Bucchi.

La differenza di budget coni  top club di B rimarrà  comunque marcato anche nel caso di ulteriori investimenti, anche se il rapporto soldi spesi- risultati non è sempre la conseguenza piu naturale (vedi Frosinone, Palermo e Bari, che rischia seriamente il fallimento e come il Grifo è fuori dalla lotta alla serie A).

C'è chi chiede una rifondazione, ma resettare tutto presenta comunque dei rischi  Paradossalmente è stata questa la stagione piu difficile e molti giocatori, anche se può apparire il contrario, sono stati bravi a mantenere la barra a dritta in mezzo a tutte queste difficoltà ed a rialzarsi nel momento in cui la squadra stava rischiando di scivolare in basso. Molti di loro non riescono a spiegarsi questo clima ostile che, sottolineiamo ancora,  visto dalla parte dei tifosi appare piu che comprensibile.

Alcuni di questi giocatori , quelli da piu tempo a Perugia,  sono stati bersaglio delle critiche piu pesanti ma hanno comunque consentito al Perugia un rendimento tale da garantirgli negli anni non solo  la permanenza della categoria, fatto tuttaltro che secondario,  ma di centrare anche il piazzamento play off.

AMBIENTE SPACCATO:

Allora perche l'ambiente si è spaccato? Trovare una spiegazione non è facile. Andando a ritroso nel tempo gli slogan “tre anni per la Serie A” e la “corazzata” ai tempi di Bisoli sono stati interpetati non come una carica di energia ed entusiasmo di un presidente che crede in quello che fa, ma come una netta dichiarazione di intenti che genera  aspettative che ancora oggi si ritorcono  contro come un pericoloso boomerang,soprattutto dopo una stagione come questa dove è successo di tutto e anche di più.

I tifosi amano il Perugia ma quando accade quello che è successo quest anno si disorientano e non riescono a darsi una spiegazione logica, che aprono spiragli per ipotesi fantasiose, per utilizzare un eufemismo. Riconquistare la loro fiducia è fondamentale, a volte potrebbe essere utile anche fare un passo indietro i, anche decentrando e dando più fiducia a chi gli ruota intorno e smussando un pò di quella personalità che lo porta a scegliere figure che si possono "gestire" piu facilmente. 

I quotidiani locali (La Nazione articolo Francesca Mencacci e Corriere dell'Umbria articolo Nicola Uras) hanno lanciato il tema  Roberto Goretti, la cui permanenza,  per la prima volta in sei anni non è certtissima . Immaginiamo che ricostruire ogni anno l'ossatura della squadra sia stato un esercizio particolarmente affascinante ma anche difficile e potrebbe essere proprio questo un altro  “tema” centrale soprattutto in questa sessione estiva dove  diversi giocatori della vecchia guardia  potrebbero lasciare il club e con un altro allenatore all'orizzonte ( sei in tre anni, mai una conferma, addirittura tre quest'anno) : senza considerare che  Di Carmine, Buonaiuto e Magnani , tra i migliori grifoni di quest'anno, avranno molte contendenti.

Nei prossimi giorni tutti questi argomenti saranno messi sul tavolo e si programmerà il futuro: Goretti si è mosso in anticipo ed oltre a Nesta ci sono tecnici già transitati a Pian di Massiano che sono con il telefono acceso e che conoscono benissimo società e ambiente ( si parla anche di Bucchi, che però avrebbe firmato con il Benevento). Oltre a parlare di questioni tecniche al tavolo si dovrà parlare anche di quanto abbiamo provato ad analizzare in questo articolo e chiedersi  perche dopo un ottavo posto, terzo play off in quattro anni, il clima sia cosi rovente.

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