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Grifo, un mercato da applausi. Vi spieghiamo scelte e strategie... (FOTO CERQUIGLINI)

 

Basta tornare indietro di dieci dodici giorni per vedere quale fosse lo stato d'animo di buona parte dei tifosi del Perugia rispetto ad oggi.

Il nostro articolo sul bilancio positivo di qualche giorno fa era stato fortemente  criticato, ma non ce la siamo presa più di tanto perche fa parte del nostro mestiere. I tifosi vivono di passione e spesso ragionano di impulso, noi siamo al dentro della questione ed eravamo certi che anche quest'anno, come sempre d'altronde, la società avrebbe fatto appieno la sua parte.

Ai tifosi aveva promesso che la squadra dell'anno scorso sarebbe stata rifondata e cosi è stato, il prezzo da pagare solo i tempi per arrivare agli obiettivi di mercato che il club si era prefissato, tempi che devono essere concessi necessariamente a Nesta ed il suo staff.

Su Verre per esempio il Perugia stava lavorando da almeno un mese e mezzo da quando Goretti aveva intuito le difficoltà di tornare su Bandinelli: il giocatore, per la catetteria, è uno di quelli che fanno la differenza: per chiudere l'affare però bisognava aspettare la fine, perchè quando si arriva ad un nome del genere la pazienza è d'obbligo. Si devono incastrare diverse situazioni oltre a quella economica su cui il Perugia, forte delle plusvalenze effettuate con Magnani e Di Carmine, si sentiva  tranquillo. Verre avrebbe atteso la fine per due ragioni: capire il mercato della Samp e comprendere che tipo di spazio si sarebbe ricavato, aspettare le possibili alternative nella massima serie.

Sarebbe arrivato ad un punto in cui avrebbe valutato la B da protagonista ed il Perugia si è rifatto sotto proprio in quel momento, con la certezza che Verre avrebbe potuto vedere con i propri occhi il lavoro della società e delle ambizioni, sulla carta almeno, rinnovate. Proprio in quelle ore Verre era al corrente anche della trattativa per Gabriel, per cui vale lo stesso discorso per il centrocampista doriano. 

Alla fine è stato tutto più semplice per Goretti: prima però il direttore sportivo del Grifo ha dovuto mettere in campo tutta la sua abilità per ricostruire da zero la squadra: se per Verre e Gabriel è stata una logica conseguenza dei fatti, per gente come Ngawa e Gyomber per esempio il diesse ha dovuto lavorare dando la sua parola che il nascituro Perugia sarebbe stato all'altezza delle aspettative e delle ambizioni di crescita dei ragazzi. Alcuni di loro sono arrivati nel “work in progress“ della società , che nel frattempo aveva anticipato parte del “credito a rendere” chiudendo per Moscati, Melchiorri e Felicioli, giocatori che  possono essere considerati tra i  migliori nel proprio ruolo.

Goretti è ancora giovanissimo, ma è da cinque stagioni e mezza è direttore sportivo. Ha gia molta esperienza sulle spalle che gli permette di osservare meglio le cose passate, anche i piccoli errori compiuti, soprattutto di valutazione.  Il Perugia ha tutte le alternative per ruolo,  l'anno scorso troppi big erano rimasti fuori e la loro gestione, soprattutto nelle difficoltà, non si è rivelata semplice. Maglio aggiungere qualcosina piu avanti dunque. E avere tra le seconde linee giocatori più facili da  gestire. 

Poi la questione portiere: il Perugia non poteva  permettersi di sbagliare ancora e la scelta di Gabriel con Leali è stata compiuta per evitare situazioni come quella dell'anno scorso quando Rosati rimase dopo essere stato in stand by per un pò per via della questione Brignoli. 

Punti deboli:  il centrocampo ha  più tecnica che “struttura” fisica, forse l'incognita attacco ed infatti la società puntava forte su Iemmello su cui era stato portato avanti lo stesso discorso di Verre. Se il Foggia avesse avuto problemi Iemmello sarebbe a Perugia, ma tant'è.

E' arrivato Han che è un pallino del ds. Insieme a Vido e Melchiorri compone un reparto ancora da scoprire , forse al momento quello che sulla carta può sembrare leggermente inferiore agli altri due. Ma in passato Goretti non ha sbagliato un colpo in quanto ad attaccanti, giocatori che oggi giocano in Serie A  allora erano tutti da scoprire.

Ora tocca a Nesta dimostrare di che pasta è fatto: avrà poco tempo per provare i nuovi prima dell'esordio di Bresca, ma il Perugia che gli consegnano Santopadre, Goretti e Pizzimenti è indubbiamente una bella squadra.

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