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Nesta e quella sfuriata a Melchiorri: un duro lavoro iniziato quel giorno a Sarnano. Ma il club... (FOTO)

 

 

 

 

Era arrivato tra lo scetticismo generale , dopo il bel periodo con Roberto Breda. Ha iniziato la stagione tra i mugugni e i sospetti che fosse ancora troppo "acerbo" per il calcio italiano.Ed invece Alessandro Nesta sta smentendo tutti, con una qualità del lavoro eccezionale in ogni dettaglio. Il suo Perugia gioca il calcio piu bello della Serie B, coniugando qualità di gioco e una fase difensiva in crescita esaltata dalla disponibilità del gruppo a sacrificarsi nei momenti piu difficili delle partite. 

Contro il Foggia (ma era gia successo altre volte) il tecnico ex campione del Mondo 2006 non ci ha pensato due volte a schierare una squadra piu coperta, circostanza che si verifica soprattutto quando viene a mancare un giocatore come Federico Melchiorri che in questi mesi, insieme a Kinglsey, si sta rivelando l'ago della bilancia, soprattutto dal punto di vista tattico

Melchiorri era stato individuato da Nesta uomo squadra sin dal ritiro di Sarnano: il giorno dell'amichevole disputata contro il Tolentino era stato tra i primi a beccarsi la sfuriata del tecnico: Nesta si rivolse al giocatore con maggiore esperienza e sensibilità ben sapendo che il suo atteggiamento (Melchiorri abbassò la testa quasi a scusarsi per tutti per quella prestazione) sarebbe stato un esempio per tutti i giocatori del gruppo, allora incompleto e molto giovane.

Da quel rapporto è cresciuto e si è sviluppato il Perugia di oggi, che miscela giovani di grandissime prospettive e giocatori piu  esperti che a Perugia stanno esibendo le loro migliori potenzialità. 

Nesta fu criticato anche per come il suo primo Perugia interpretò in campo la partita play off di Venezia: in pochi scorsero però la mentalità con cui quella squadra gioco la prima mezzora di gioco, almeno fino all'occasione di Diamanti sventata in corner da un grande intervento di Audero, che oggi è tra i migliori giovani della Serie A. Nesta diede subito l'idea di come avrebbe voluto giocasse il Perugia, almeno nell'impostazione base. Senza estremismi, come confermato dai cambi di ieri ed in altre partite.

Gran parte dei meriti del tecnico vanno condivisi con la società: il Perugia non ha risorse illimitate ed ogni anno è costretto a sacrificare qualche "scoperta" (dopo Zebli, Mancini, Di Carmine, Drole ora Dragomir e Kouan) per poter riprogrammare il futuro sia dal punto di vista economico-finanziario che tecnico.

Santopadre e Goretti hanno creato l'ambiente ideale per far lavorare gli allenatori di turno, con le giuste pressioni, forse talvolta anche eccessive in relazione agli sforzi compiuti.

Questo perche il  Perugia si comporta  come un'azienda normale, con la differenza che sta nel calcio:  si lavora per i  profitti e  per  i risultati sportivi, con i primi che diventano determinanti se non si riesce a fare il grande salto in A, dove i diritti televisivi farebbero  aumentare il patrimonio del club, sia in termini di valori assoluti che tecnici (immaginate quanto varrebbero Dragomir e Kinglsey oggi se giocassero in A).

Pressioni interne dunque: anche nel Perugia di Gaucci era così ed erano quelle che i giocatori e gli allenatori sentivano di più. Oggi però molti allenatori transitati da Perugia , che poi altrove hanno fatto fatica, tornerebbero di corsa perchè hanno capito che questa sottile circostanza  produce spesso il cosiddetto "valore aggiunto" che permette alla squadra, quasi ogni anno, di andare oltre le aspettative. Nesta è molto esigente, ma è stato anche un grandissimo giocatore e sa come gestire questa pressione, sottraendola alla squadra al momento giusto: è però riuscito a trasferire un concetto chiave, la qualità del lavoro, sia dal punto di vista fisico e poi tecnico ed in campo questo si sta vedendo piu che in altre stagioni.

Ora arriverà il mercato di gennaio, aggiustare bene la squadra (uno-due terzini, uno-due centrocampisti) potrebbe rendere le prospettive del Perugia ancora piu interessanti. In mezzo c'è la trasferta di Cremona: sarà un altra battaglia che questo gruppo saprà onorare, indipendentemente dal risultato.

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