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Castagner: Per lo spareggio feci di tutto per recuperare Materazzi, ecco perchè. Norcia porta fortuna e la gente...Le tracce dell'intervista a Grifo Ricordi (FOTO)

 

 

Ilario Castagner grande protagonista della seconda puntata, a lui dedicata,  di "Grifo Ricordi le storie del Perugia calcio"

Il tecnico ha parlato del suo secondo capitolo in biancorosso, con Luciano Gaucci alla presidenza: “Mi chiamò Remo Gasperini perché Gaucci gli chiese il numero per  parlarmi e affidarmi la panchina del  Perugia. Rimasi stupito, Walter stava facendo bene. Ci incontrammo a Deruta in una pizzeria: mi propose di diventarlo per l’anno successivo e  due giorni dopo firmai il contratto" .

Poi Gaucci - ha detto Ilario nell'intervista a Marco Taccucci, ideatore del programma insieme a Massimo Calzoni - mi invitò a vedere la partita di Casarano, con un volo da Roma e la macchina da Brindisi raggiunsi lo stadio. Al termine della gara Gaucci mi propose di tornare con l'aereo del Perugia, ma Walter si arrabbiò e si oppose. Il presidente decise di esonerarlo e mi chiamò, non potetti rifiutare dato che avrebbe preso un altro tecnico. 

Quella settimana provammo solo qualche palla inattiva e andammo in ritiro a Norcia:  guarda caso il primo gol arrivo su una palla giocata. Dopo la partita vidi Gaucci e mi accorsi che non era entusiasmato come doveva essere per  una grande vittoria, per fortuna vincemmo altrimenti saremmo retrocessi in C2.

Un anno e mezzo dopo: "Venni esonerato perché Gaucci voleva vincerle tutte e a gioco lungo anche tra di noi si creò qualche attrito: quando esonerava era Pieroni che doveva comunicarlo, anche se non era una sorpresa, Gaucci era uno specchio e si capiva subito il suo umore.”

Il salto va a qualche anno dopo, quando Castagner venne richiamato per tentare  la rimonta al Torino, poi riuscita: “ Mi chiamo Alessandro Gaucci, mi disse che il  padre avrebbe voluto parlarmi per propormi la squadra. Andai alla Galex e al telefono parlai con Gaucci. Iniziai  a portarli a Norcia, lassù ci sentiavamo accolti con grande entusiasmo dai nursini, si capiva che ci volevamo bene. Iniziammo a vincere e anche i giocatori mi chiedevano di andare lassù. 

Lo spareggio: "Dopo Monza  ci fu l’infortunio di Materazzi, che non si allenò per tutta la settimana. Lo volli recuperare a tutti i costi perché ero sicuro che con lui davanti gli attaccanti del Torino si sarebbero preoccupati, in caso contrario caricati.

I rigori? Avevamo calcolato dall’inizio che saremmo potuti andare allo spareggio per questo che  da quando iniziammo ad andare a Norcia, al termine di ogni seduta, facevo calciare i rigori. Ogni volta".

L’ultimo esonero: “L’anno successivo andammo a Torino e perdemmo contro la Juve 2-1 dopo essere passati in vantaggio. A fine gara ci fu comunicato il ritiro e mi rifiutai. Qualche settimana dopo contro la Lazio mi venne imposto di cambiare Petrachi e Rapaic: quando un allenatore si sente dire questo non ha altra soluzione che dimettersi . Convocai una conferenza stampa e la sera mi chiamarono dicendo che Gaucci, in Tv, stava sparando su di me”. 

La chiusura: “I giocatori a cui sono rimasto legato sono Frosio e Vannini, che mi aiutarono tantissimo all’inizio della mia carriera. Vorrei vedere il Perugia in Serie A, a Perugia devo tutto. E’ la squadra del mio cuore”.

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