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Nofri: il pronostico di Roscini, il regalo incredibile di Stefano Perugini. Il Perugia sarà sempre la squadra del mio cuore (FOTO)

 

 

"Quando ho visto Raggi proteso in tuffo,  la rete della porta che si muoveva e subito dopo il boato del "Curi" ho pensato: ho fatto gol! Sono partito  e volevo abbracciare tutti i miei tifosi, ma i compagni mi placcarono e fu un tripudio di emozioni"

Cosi un emozionato Fabrizio Nofri ieri sera a "Grifo Ricordi, le storie del Perugia calcio", la trasmissione in onda ogni lunedì in seconda serata su UmbriaTv.

Il racconto è il derby di C2 della stagione 1987/88: "Noi stavamo disputando un campionato così e cosi, mentre la Ternana aveva una grossa squadra, guidata in campo da Vincenzino D'Amico e Paolo Di Canio: era il primo derby dopo tanti anni e quella volta, come tutte le volte successive, lo sognavo sempre. Quando entrai in campo vidi la curva sud piena di ternani: noi con loro, sportivamente parlando, siamo come cane e gatto"

In settimana- racconta Nofri - mister Roscini si avvicinò e mi disse: Pensa se domenica fai gol tu... gli risposi che era molto improbabile, dato che non superavo quasi mai la metà campo. In realtà- aggiunge Nofri - prima della rete del pareggio tirai in porta anche un 'altra volta, ma il pallone finì in Curva Nord".

Nofri ha raccontato degli esordi (con la Grifo Perugia di Elio Grassi) e del suo passaggio al Ponte Felcino: "Facevo l'attaccante e mi chiesero se me la sentivo di andare a fare il difensore in un torneo per la squadra del Ponte Felcino: non avevo mai giocato in quel ruolo ma nonostante tutto  fui nominato tra i migliori giocatori del torneo. Qualche mese dopo - aggiunge Nofri - mi chiamò Franco Vannini per giocare nella primavera del Perugia, era la stagione 1984/85 e in prima squadra c'era Aldo Agroppi. Fui convocato diverse volte in prima squadra e feci il mio esordio a Bari, in una partita decisiva. Rimanemmo in dieci per l'espulsione di De Stefanis  e quando Agroppi mi chiese di scaldarmi, cosa che feci sotto la curva del Bari gremita all'inverosimile, speravo non mi avrebbe fatto entrare: fare un errore avrebbe pregiudicato tutto. Invece entrai in campo e disputai un'ottima partita. 

Nofri continua: "Ricordo che nel finale feci un break ripartendo in contropiede, mi ritrovai quasi di fronte al libero barese Progna, quando Gibellini da dietro mi chiese il pallone: io lo passai ma lui lo perse e dovetti fare una rincorsa incredibile per tornare in difesa". Durante lo scatto in avanti mi si indurirono le gambe per l'emozione, come se avessi giocato dieci partite"

Quindi la stagione della vittoria della C2: "Quella fu una squadra fantastica, guidata da un grande capitano che oggi non c'è più come Tiziano Manfrin" (Nofri nell'intervista ha ricordato anche altri ex compagni scomparsi come Sauro Massi, Corrado Benedetti e Andrea Pazzagli)

Infine l'addio: "Come tutte le storie belle c'è un inizio e poi una fine, ma per qualche tempo l'addio feci fatica ad accettarlo. Il Perugia mi ha dato tanto, è la squadra del mio cuore e lo sarà per sempre".

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