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Ex, Miccoli: frasi su Falcone non mi fanno dormire e non le penso. Vorrei incontrare....(FOTO)

 

 

Fabrizio Miccoli è stato una bandiera del Palermo ed il miglior marcatore in Serie A con 74 gol.  La sua carriera  nella massima sere, iniziata a Perugia con Serse Cosmi, si è interrotta giugno 2013 quando in alcune intercettazioni telefoniche con il figlio del presunto boss mafioso Antonio Lauricella Miccoli utilizzò epiteti irriguardosi e pesanti insulti rivolti al giudice Giovanni Falcone, ucciso dalla Mafia nella strage di Capaci del 1992 

A distanza di svariati anni dall’incresciosa vicenda, l’ex attaccante rosanero, è tornato a parlare a proposito del contenuto di quelle intercettazioni, durante una lunga intervista rilasciata ai microfoni di “Sportitalia”

L’unica cosa che non mi fa dare pace - ha detto Miccoli-  e che va oltre il processo e mi auguro si risolva presto è quella intercettazione dove parlo di Falcone, è quella che non fa dormire. Ho dei figli e non penso una cosa del genere. Era un contesto, l’ho fatta mia visto che viene addebitata. Ho chiesto scusa. Sono 5 anni da quell’intercettazione che cerco di mettermi a disposizione per arrivare alla verità e quello non è il mio pensiero. Io ho cambiato vita, per quella cosa ho smesso di giocare. Ma se ci fosse la possibilità di dimostrare che la cosa che ho detto non la penso affatto sono pronto a dimostrarlo perché mi tormenta”.

Miccoli ha espresso la volontà di incontrare la sorella del magistrato Giovanni Falcone: “All’epoca dei fatti ho provato a contattare la signora Maria, ho capito la situazione e ho capito il rifiuto da parte sua. Oggi a distanza di anni vorrei avere la possibilità di incontrarla e mettermi a disposizione per dirle che quella cosa che ho detto non è ciò che penso e spero ci sia la possibilità di dimostrare la verità. Ho chiesto scusa, non cerco alibi. 

Infine i rapporti con la città di Corleone, che gli concesse la cittadinanza onoraria per poi ritirarla a seguito di quella vicenda: "Prendo la cittadinanza onoraria di Corleone perché come ogni giovedì mattina e tramite il nostro sponsor di maglia Provincia di Palermo andavamo a parlare nelle scuole elementari. E come capitano, stilavo delle tabelle, e decido di andare a parlare a Corleone. Nella scuola prometto che se nella partita contro la Juventus avessi segnato, avrei dedicato il gol a tutto il paese. Così poi è stato, perché vincemmo a Torino e in diretta tv dedicai il gol a tutto il paese di Corleone dicendo che mi aveva accolto benissimo, che si trattava di un paese in crescita e dedicai la rete ai bambini della scuola elementare. Così è nata tutta la storia cittadinanza. Mi è stata revocata, all’epoca ci rimasi male, però con quello che è successo, a livello mediatico, fu una giusta scelta”.

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