Skin ADV

Mangia aspetta il Perugia: "Vi spiego la B. E l'Ascoli cancellerà il ko di Vicenza"

Dopo il ko di Vicenza al debutto sulla panchina dell’Ascoli, Devis Mangia aspetta la visita del Perugia domenica prossima al “Del Duca”. Il nuovo tecnico bianconero, chiamato a sostituire Mario Petrone, è intervenuto stamattina a “Pezzi da 90”, trasmissione sportiva dell’umbra Radio Onda Libera condotta da Massimo Boccucci.

La Serie B l'ho ritrovata come al solito durissima – ha detto Mangia -, tra i campionati più difficili d'Europa. Ad Ascoli ci sono tre componenti fondamentali come la storia, un pubblico passionale e persone valide nella società e sul campo. Sapevo che sarebbe stata dura e a Vicenza si è visto, ma lavorando ne usciremo fuori. Il Cagliari è costruito per la Serie A, poi ci sono il Cesena e diverse altre squadre. Tra le candidate classiche si è inserito il Crotone. I nazionali assenti per il prossimo turno? Bisognava pensarci all'inizio, lo sapevano tutti”.

Ad Ascoli che ambiente ha trovato dopo il ripescaggio e un cammino fin qui complicato?

Ci sono tre componenti fondamentali come la storia, la tifoseria passionale e persone valide in società e sul campo. Adesso c'è una fragilità psicologica da dover superare. A Vicenza è andata male, sapevo che sarebbe stata dura, come del resto ogni partita, e lavorando ne usciremo fuori”.

Si dice sempre che in B prevalgono agonismo, aggressività e valori simili tra le squadre: è sempre così?

Quelle sono caratteristiche che non devono mai mancare in una squadra. Attenzione e intensità sono alla base”.

Quale squadra la convince di più e perché?

Il Cagliari è costruito per la Serie A, farebbe bene anche in A così com'è. Poi c'è il Cesena e ci sono diverse altre squadre molto competitive. Tra le candidate classiche si è inserito il Crotone. I conti però si fanno a marzo”.

Il prossimo turno sarà condizionato da tante assenze per gli impegni dei giocatori nelle varie Nazionali: è giusto giocare in questi casi?

Le regole sono queste e semmai vanno discusse all'inizio. Bisogna ragionarci sopra prima e non quando si presenta la questione. Bisogna vedere se creare uno spazio ad hoc per gli impegni delle nazionali. Va deciso innanzitutto a che punto si vuole mettere la Nazionale”.

La sua storia parla di tanto lavoro con i giovani: la Serie B si conferma vivaio ideale per la Serie A e l'azzurro?

Lo è sempre stato. Ricordo la mia esperienza con l'Under 21 e la finale in Israele con sei-undicesimi che arrivavano dalla B. Sui giovani si deve credere e non farli giocare per altre questioni”.

 Umbria Televisione s.r.l. Via Monteneri, 37 06129 Perugia  P.IVA:01615980545