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Perugia, mentre Bisoli frigge sulla graticola due big corteggiano Camplone: gli scenari possibili

Intrecci, psicologia e gioco delle parti nel momento delicato del Perugia. Con l’attuale timoniere Pierpaolo Bisoli che frigge sulla graticola dopo il ko di Ascoli e i segnali di scricchiolio nel rapporto con la società, il suo predecessore Andrea Camplone ancora sotto contratto con i biancorossi viene corteggiato da due big del campionato cadetto.

Dopo aver solamente sfiorato proprio la panchina dell’Ascoli, che poi ha deciso di puntare su Devis Mangia, il tecnico pescarese è nella lista dei possibili sostituti di Bjelica a Spezia e di Panucci a Livorno, dove l’ex romanista è in rotta col presidente Spinelli nonostante la buona posizione di classifica. Le due società stanno attuando il loro giro di orizzonte, ma tra gli allenatori contattati personalmente c’è anche Camplone che ovviamente è interessato a due piazze importanti come quella ligure e quella labronica.

Una situazione che può influire anche sul destino di Bisoli, ma in due modi diametralmente opposti, qualora Santopadre si convincesse davvero a sconfessare la scelta fatta in estate. “Liberarsi” dell’ingaggio di Camplone consentirebbe infatti di “slegare” in qualche modo le mani alla società, che potrebbe dunque aspettare che l’ex allenatore si accasi altrove senza doversi impegnare con un terzo tecnico. Paradossalmente però potrebbe succedere il contrario, perché se invece il presidente sta pensando (come pare) anche a Camplone come eventuale sostituto di Bisoli, la paura di perderlo (sul contratto in essere da rispettare o meno si rischierebbe comunque un contenzioso) potrebbe in qualche modo portare ad accelerare i tempi.

Certo un Camplone 3.0 non è facile da immaginare perché tante sarebbero le incognite visto come le parti si erano lasciate, dall’allontanamento in corsa di un membro dello staff fino alle dichiarazioni al vetriolo dell’ex vice allenatore Dicara prima di Pescara-Perugia di quest’anno. Senza contare il rapporto conflittuale di Camplone con alcuni grifoni come Lanzafame (“Quest’anno abbiamo un allenatore con le palle” disse l’ex juventino in estate parlando di Bisoli dopo un’amichevole) o Taddei (“L’anno scorso sono stato messo in disparte senza sapere perché”) e che anche quello con il direttore sportivo Roberto Goretti non pareva più idilliaco come agli inizi. L’allenatore chiederebbe poi dei rinforzi più adatti al suo gioco a un presidente che si troverebbe dal canto suo costretto ad ammettere in qualche modo di aver sbagliato, come già successo quando lo richiamò al posto di Lucarelli. Strascichi e ruggini che non hanno però impedito a Santopadre di lanciare segnali trasversali al suo vecchio tecnico attraverso terze persone, forse anche solo per sondare il terreno. E in uno scenario come questo tutto può davvero succedere…

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