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Grifo, il punto dopo la conferenza di Santopadre, un presidente "costretto" a crederci

Un uomo un po' più solo al comando, che chiede aiuto ai suoi sudditi, che si appella a chi lo ha sempre sostenuto indipendentemente dalle scelte.

 È sembrato così Massimiliano Santopadre nella conferenza stampa di ieri  in cui ha parlato della situazione del Grifo. Un Santopadre ferito e sulla difensiva, che non può alzare il tiro in questo momento di difficoltà, che non può attaccare tecnico e giocatori come già successo in altri tempi: è lui il primo responsabile del progetto Bisoli, scelto per dare un taglio netto con un passato fatto di allenamenti-scuola, quelli di Camplone, dove la squadra puntava ai risultati con la spensieratezza e la didattica, con un modo di fare che con il tempo ha iniziato a stancare il presidente.

Santopadre sognava una squadra vincente, con una fase difensiva granitica che permettesse al Grifo di cambiare pelle e diventare cinico. Era stanco di una squadra che secondo lui giocava bene ma era vulnerabile in fase difensiva, di un allenatore poco propenso a rivedere il suo credo calcistico e a diventare più pragmatico.

Ma il progetto tecnico non si è potuto completare, e per le scelte di un mercato che non è riuscito a riempire tutte le caselle mentre alcune forse non sono state centrate (l'attacco) e per gli infortuni che hanno costretto Bisoli a lavorare sempre in grande emergenza.


I contratti pluriennali stipulati questa estate non consentono grandi margini di manovra  e l'unica strada percorribile è quella di continuare a crederci anche se le certezze vacillano.

Il resto lo dovranno fare i giocatori e un tecnico che a Perugia si trova ad affrontare la situazione più complicata della sua carriera di allenatore. Bisoli è' partito con grande entusiasmo, avallando scelte di mercato non proprie (almeno pubblicamente) e credendo in un gruppo di giocatori che il tempo e le prestazioni stanno ridimensionando ad altri obiettivi. Si è rifugiato sui giovani parlando di valorizzazioni e futuro , disegnato e pensato per due tre anni.

Ma Perugia non è soddisfatta dei cambiamenti, della classifica e del  concetto di "gioco" secondario ai risultati e la pazienza, nel calcio, è una rara virtù. Devono unirsi  e compattarsi Bisoli e Santopadre. Guardarsi negli occhi e sfidare le intemperie . Uscire da questa situazione non sarà impresa facile.

Sabato contro il Brescia il Perugia dovrà vincere non solo per la classifica ma anche  per iniziare un altro campionato.



   

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