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Il PUNTO - Grifo, dall'inferno al paradiso in sei giorni: ecco perché può essere la svolta buona

 Dall’inferno al paradiso in sei giorni, con un Virgilio finalmente pronto a infangarsi negli inferi della B per riportare il Perugia a riveder le stelle. Tutto è cambiato dalla sconfitta di Ascoli, che nonostante i precedenti quattro risultati utili positivi aveva riportato il Grifo sull’orlo di una crisi di nervi. Il roboante poker rifilato al Brescia sul prato amico del Curi, dove i biancorossi in 7 gare non hanno ancora preso gol, ha riacceso gli entusiasmi e non tanto per i tre punti (preziosissimi, visto che ora i playoff sono a due lunghezze) quanto per la metamorfosi di una squadra che sembra finalmente aver scoperto la sua identità.

UNA NUOVA IDENTITA’ – Sono bastate poche semplici mosse per infilare finalmente ogni tassello al suo posto, grazie anche alla fine dell’emergenza infortuni che finora aveva tartassato Bisoli, alle prese già di suo con una rosa poi non così larga. Un Parigini finalmente a posto fisicamente e “affamato” dopo i diversi infortuni ha mostrato tutte le sue doti da esterno puro, martoriando il Brescia in tandem con uno Spinazzola finalmente calatosi nella parte di terzino di spinta che gli sta disegnando l’allenatore. E nel 4-3-3 puro anche Fabinho, nonostante qualche acciacco, è apparso più a suo agio da ala che da trequartista con Lanzafame (comunque letale nel finale di gara col Brescia) e ha formato un'altra catena devastante sulla corsia destra. E a dare sostegno hanno pensato gli interni Della Rocca e Rizzo, “liberati” dalla guida sicura di Taddei al centro della difesa.

TADDEI LA GUIDA – Già, don Rodrigo. Ai margini fino a poche settimane fa, quando era l’ombra di se stesso e pareva destinato a una malinconica convivenza da “separato in casa”, il brasiliano ha saputo cogliere la chance concessagli da Bisoli ed è tornato ad essere il perno del Grifo, come all’inizio dello scorso campionato prima dell’eclissi in cui però sembrava averci messo del suo. Taddei ha invece mostrato quella reazione d’orgoglio che gli aveva chiesto qualche tempo fa il presidente Santopadre e ha preso per mano la squadra nel momento del bisogno. Praticamente fuori da mesi, nel secondo tempo del pari col Cagliari ha stupito tutti per l’intelligenza e la freddezza messe in campo, nel sofferto 2-0 contro il Lanciano ha battagliato coi compagni senza tirarsi indietro e sabato scorso infine si è guadagnato la standing ovation del Curi quando è uscito nel finale. Alla sua assenza l’anno scorso si sopperì con Fossati, quest’anno invece non c’è in rosa un uomo più adatto dell’ex romanista per dettare i tempi davanti alla difesa. Senza contare che pur non essendo di carattere un leader carismatico, la sua esperienza e la sua personalità in campo hanno contribuito a dare sicurezza ai compagni. L’incognità è la tenuta fisica, ma da qualche settimana Taddei si allena in gruppo e senza risparmiarsi. A correre poi, ci pensano Della Rocca e Rizzo, a lui viene chiesto di dirigere l’orchestra e qualche colpo pesante dalla distanza o su punizione.

ESAME AL PARTENIO - In attesa inoltre di Guberti, quello visto con il Brescia è parso finalmente un Perugia solido come sempre ma più logico e in grado di sprigionare gli attaccanti. Il Grifo è sembrato una squadra vera, il parto di un processo di crescita passato attraverso settimane difficili. E’ la svolta buona? Tutti gli indizi lo lasciano pensare, ma l’esame di sabato prossimo al Partenio di Avellino è di quelli da far tremar le vene e i polsi: vietato l’approccio di Ascoli, serviranno il rostro e l’artiglio.

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