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Santopadre: Rifonderemo, Bucchi a un passo dal ritorno. Stadio...(FOTO)

QUESTE LE DICHIARAZIONI DI MASSIMILIANO SANTOPADRE A UMBRIATV:

I play off hanno dimostrato che forse questa società non sa gestirli, quello che mi dispiace è che l’abbiamo fatti con quattro allenatori diversi. Certo il club non va in campo, ci sono gli allenatori, i giocatori. Non siamo stati nemmeno fortunati: contro Il Pisa stavamo ancora festeggiando, nelle  altre due partite ci sono stati due errori individuali. Purtroppo è andata e mi trovo nelle situazione di dovermi scusare per aver fatto i play off, poi mi guardò indietro e ci sono società che non hanno fatto mai i play off. Che vi devo dire, fate voi...

Il mio stato d’animo è che ho provato vergogna, mi ritengo un presidente tifoso. Non ho mai saltato una trasferta, le ho fatte tutte come i tifosi e sono uscito dagli stadi con lo stesso stato d’animo dei tifosi.

Forse siamo stati disonesti nei confronti di Breda, ma è stata una scelta che dimostra quanto voglia bene a questa società. Volevo dare una scossa a questi ragazzi che hanno vissuto una stagione incredibile: in questa annata tutti hanno torto e tutti ragione. Forse Questa squadra non era così forte come pensavamo, con delle qualità ma debole caratterialmente. Credo che questa squadra abbia  finito come doveva finire, penso al derby con la Ternana. Adesso andiamo alla ricerca del colpevole e sono qui per dare spiegazione. Però voglio dire alla gente che è stato fatto l’impossibile.

La comunicazione? Stiamo valutando una nuova figura, forse dopo 7 anni non sono più capace di fare comunicazione. A volte ci sono fattori umorali con le quali ci giudicano, generati dai risultati.

Il tifoso purtroppo ha fatto come  la squadra che andava sulle montagne russe: non ci abbiamo capito niente. L’unico momento di lucidità e chiamare Breda per iniziare un processo di normalizzazione che ha permesso alla squadra di uscire da una situazione in cui ho temuto la salvezza. Io alzo l’asticella? E anche la piazza ad alzarla non il presidente, credo sia normale dopo quattro anni in cui fai quasi sempre i play off.

Cosa ho sbagliato? Forse a difendere a spada tratta la squadra che mi ha messo in cattiva luce con i tifosi. Sapevo che però dovevo stare vicino alla squadra, mi sono comportato da presidente perché  ho avuto paura di retrocedere e della fine di questa club .

Speravo che Nesta facesse qualcosa in più, ma penso che se fosse venutoAncelotti non sarebbe cambiato niente. Il gruppo era cosi: quando arrivava il momento negativo là dentro prevaleva  l’apatia, anche l’allenatore (Breda) è stato travolto da questo  modo di essere.

Deferimento? In Italia si fanno i processi mediatici: la Fiorentina ci ha denunciato perché un giocatore da loro scartato è stato valorizzato poco. Del resto non credo che debba giustificare le mie scelte ad altre società. Le operazioni sono scollegate tra loro, vedremo che succederà. 

Nesta a Perugia? L’avevamo invitato per vedere le nostre strutture per l’anno prossimo.Non abbiamo pensato a cambiare, poi la gara contro il Novara mi ha fatto cambiare idea. Non c’era nulla di premeditato.

Perché abbiamo pensato a Nesta? Noi pensiamo e speriamo che abbia appeal sui nostri giocatori, poi Goretti e Pizzimenti conoscono benissimo Rubinacci e la scelta di prendere Nesta è stata causata anche da questo aspetto. Poi ci siamo sorpresi anche da Nesta, daCome lavora in campo. Sono rimasto colpito in positivo anche sulla linea difensiva e le posture. Poi questo non significa niente, la parola spetta al campo.

Bucchi? Quando ti chiama la Serie A... con Cristian ho parlato tante volte e mi ha detto di essersi pentito. E’ stato ad un passo dal tornare, credo che con l’arrivo di Nesta si è sentito mancare la terra sotto i piedi e ha avuto paura di perdere capra e cavoli.Sono molto contento che sia andato così anche perché non mi è piaciuto come se n’è andato e mi sono sentito tradito. Ho avuto paura che questa cosa mi sarebbe tornata su, quindi sono contento per lui perché ho un grande rapporto. Con Nesta manca il nero su bianco, abbiamo raggiunto accordo su tutti.

Se non si rischia di commettere un errore come quello commesso con Giunti? Noi cerchiamo sempre di individuare la scelta migliore. Io spesso in un quarto d’oradevo riuscire a capire tutto di una persona. Su Nesta abbiamo avuto qualche giorno in più e ci è piaciuto.

Il sogno di tutti e il settore giovanile, se riuscissi a farmi una squadra dalle plusvalenza sarebbe straordinaria. Lavoriamo però in un bacino piccolo e in Italia solo Roma, Atalanta, Inter e Milan riescono ad fare questo lavoro. Poi siamo in B e siamo una terza scelta per le famiglie (alta A, bassa A e poi B): l’imbuto si stringe sempre di più, è quasi impossibile ci vogliono  sette otto anni.

Roberto Goretti è stato premiato come miglior direttore sportivo, oggi qui siamo a fare processi perché non siamo andati in Serie A.

Questo sarà l’anno zero, confermeremo al massimo quattro-cinque calciatori. Non tollererò più nessun calciatore che risponderà male alla Curva, ai tifosi. La piazza è molto esigente, a Perugia non si viene a svernare. Chi pensa di poter svernare, scelga altre piazze calcistiche. Quando si riparte, alcune certezze vengono a mancare. Il budget sarà il medesimo di quest’anno.

Qualche giorno ho preso un caffè insieme a Cosmi. Non lo abbiamo mai contattato quando abbiamo esonerato Giunti. Tra me e lui ci sono amicizia e rispetto”. 

Leali è stato acquistato, e siamo ancora oggi convinti di aver fatto la scelta migliore. È un ottimo portiere ma in questi primi sei mesi non ha reso come ci aspettavamo. Speriamo sia ancora in fase di rodaggio. Andremo insieme in conferenza, perché sbagliare è umano ma perseverare è diabolico. La prossima volta che un professionista risponderà ai tifosi, a torto o a ragione, finirà fuori rosa. 

Leali resterà in biancorosso. Diamanti andrà via. A Del Prete e Belmonte ho comunicato che andranno via. Bandinelli vorremmo tenerlo ma dipende dal Sassuolo. Pajac tornerà a Cagliari e farà parte della rosa dei rossoblu, mentre non conosco le intenzioni del Cagliari su Colombatto. È un calciatore che non credo abbia voglia di rivivere l’esperienza a Perugia dopo l’episodio successivo a La Spezia. Per Di Carmine in caso di offerte congrue dalla serie A sarà ceduto, perché merita la massima serie. In B rimane a Perugia. Se non parte, potremmo cedere Magnani. Buonaiuto vorrei confermarlo, è un calciatore che mi piace molto. Bianchimano è un profilo importante. Guarderemo all’estero, squadre Primavera delle società importanti e Lega Pro. 

Secondo me la contestazione feroce non la voleva nessuno. La situazione è sfuggita di mano. Forse è stato il comunicato ad aver dato fastidio, ma è un atto dovuto. Sinceramente sono molto stanco, questa stagione è stata molto dura e difficile. Ho sbagliato determinate cose, ma il mio obiettivo era quello di salvare la squadra. Non mi sento però di aver sbagliato il risultato finale, ma la conduzione di alcuni episodi. Spero ci sia l’incontro con i gruppi organizzati. Decideranno loro i tempi e modi, è importante incontrarsi e chiarirsi. Spero di ripartire tutti insieme. I calciatori scelgono Perugia per la Curva Nord, lo spettacolo che offre, poi c’è il secondo step, l’informazione sulla società, poi il terzo step che riguarda le strutture di allenamento”. 

Su trattative di acquisto della società non c’è nulla di vero. In sette anni di gestione ho avuto solo due approcci da parte di agenzie procacciatrici di fondi. Non ho chiuso la porta a nessuno ma non hanno avuto seguito. Non ho mai pensato a quanto possa valere oggi il Perugia. Mi spicerebbe molto lasciare senza aver conquistato la serie A, ma allo stesso tempo mi rendo conto delle difficoltà, dell’appeal che ho perso. La speranza è quella di riconquistare la stima. Mi sento di aver fatto sacrifici non solo economici, ma anche fisici. Da un punto di vista economico, inizialmente è stata la Frankie Garage a finanziare il Perugia, poi abbiamo avuto plusvalenze. Se non ne faremo altre, le cose potrebbero tornare difficoltose tra due anni. Al momento abbiamo ancora un tesoretto. In questi anni ho anche pensato alle infrastrutture, ho pensato al Museo, non solo alla parte sportiva. Abbiamo ricostruito il settore giovanile. Bisognerà dare continuità alla “mission” della società. 

Lo stadio è un progetto che ho molto a cuore. Abbiamo avuto tanti incontri, due a Roma, di cui uno la settimana scorsa con Abodi del Credito Sportivo. Il problema è sempre lo stesso: il comune vuole che le risorse per rifare lo stadio le affronti  il club. Si tratta di spese importanti per un progetto importante, e sto valutando il modo migliore. Se avessimo centrato la promozione in serie A, avrei già dato l’ok, perché tra serie A e serie B cambiano le risorse a disposizione. 

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