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Uno staff da Serie A, Melchiorri capitano svela Nesta. Mercato centrato per limitare infortuni

 

E ' ancora presto per dare giudizi, ma il nuovo Perugia disegnato da Roberto Goretti e affidato ad Alessandro Nesta (foto Loris Cerquiglini www.loriscerquiglini.com) ha raggiunto il primissimo obiettivo di questa stagione: ha “sfangato” le prime due giornate di campionato e riportato a casa punti ed entusiasmo.

Certo l'esperienza dello scorso campionato deve indurre alla prudenza, ma intanto qualcosa è successo e va assolutamente sottolineato.

Innanzitutto sotto il profilo ambientale: la curva ha apprezzato il lavoro di “repulisti” della società tendendo la mano con la coreografia iniziale. Sul campo i nuovi grifoni hanno risposto e sono stati apprezzati soprattutto per l'atteggiamento e hanno meritatamente vinto. Quindi l'inchino finale di Santopadre, che in questa calda estate ha voluto il rinnovamento che Roberto Goretti ha eseguito consegnando a Nesta una rosa competitiva e completa.

Il nuovo tecnico sarà giudicato dai risultati, ma intanto ha posto le basi per giocarsi questa chance nel migliore dei modi, scengliendosi uno staff di tutto rispetto. Oltre a Rubinacci, Lo Monaco, Girini e il preparatore dei portieri Vincenzo Benvenuto (parte tecnica) da Bergamo è arrivato il professor Francesco Vaccariello, il nuovo preparatore atletico .

Nell'ambiente calcistico quello di Vaccariello è stato definito un vero colpaccio, dato che stiamo parlando di colui che ha coordinato l'Atalanta negli ultimi anni. Il suo staff è composto da tre professionisti, tra i quali due perugini (Filippo Sdringola e Matteo Valeri, oltre a Luca D'Angeli )

Da Milano è tornato a casa un altro “fuoriclasse” , il fisioterapista Fabrizio Ragusa: pensate che Vido, durante la settimana che ha preceduto Brescia, era malconcio ad una caviglia e Ragusa l'ha rimesso in sesto in tre giorni con l'aiuto fondamentale dello staff medico. Che non ha bisogno di presentazioni: nel campo ortopedico Giuseppe De Angelis è cresciuto nel Perugia ed è un riferimento per il club, come il dott. Michele Bisogni che si occupa della medicina dello sport.

Il lavoro svolto da Goretti nel mercato concluso il 17 agosto è stato focalizzato non solo sull'aspetto tecnico tattico, ma anche fisico: il diesse ha voluto mettere nella disponibilità di Nesta un gruppo di ragazzi forse leggermente inferiore dal punto di vista tecnico rispetto a quello di un anno fa, ma sicuramente piu giovane ed integro

Le non perfette condizioni fisiche “croniche” in cui erano spesso vittima alcuni giocatori della vecchia guardia erano sicuramente un handicap per il Perugia. L'età media più bassa consente di lavorare su atleti piu freschi e con capacità di recupero piu alte. Altri giocatori, come Moscati e Mazzocchi e Melchiorri,  per fare alcuni esempi, non sono stati scelti a caso: da Sarnano ad oggi non hanno saltato una seduta di allenamento.

A proposito di Melchiorri, apriamo una parentesi graffa per toccare due argomenti, a partire dalla scelta di promuovere l'attaccante capitano domenica contro l'Ascoli per concludere con la modalità di gestione del gruppo adottata da Nesta : dopo la seconda partita del triangolare di Sarnano, persa dal Perugia 1-0, il tecnico raccolse la squadra intorno al campo e la redarguì in maniera decisa , rivolgendo proprio le prime parole a Federico Melchiorri. Fa cosi Nesta quando si arrabbia, comincia sempre dai senatori. Fece lo stesso con Del Prete, alla primissima seduta della sua avventura perugina.

Melchiorri è stimato dal tecnico per disciplina, serietà, lavoro e senso del gruppo. A Brescia  era partito dalla panchina , domenica sera era il titolare e con la fascia di capitano. Melchiorri nel finale ha fatto anche la mezzala e negli ultimi 10 minuti è stato il migliore in campo.

Il lato comportamentale non è secondario: per il tifo Moscati è l'uomo simbolo del Perugia, il capitano virtuale eppure con Bianco in panca la fascia è andata a Melchiorri: “Non importa chi ha la fascia – ha risposto Moscati a fine partita ai microfoni di UmbriaTV -, dobbiamo essere tutti capitani”. Altro segnale come Nesta abbia ribadito il concetto fondamentale di “gruppo” e di come la squadra l'abbia assimilato. Nesta è l'allenatore,  ma è stato anche un grandissimo campione ed in carriera ha avuto "mostri sacri" della panchina come Eriksson, Ancelotti, Lippi e Allegri dai quali ha sicuramente appreso tantissimo in termini di “gestione”.

Sul discorso squisitamente tecnico ci è piaciuto il suo Perugia : aggressivo ma anche compatto e disposto al sacrificio quando il “pallino” passa in mano avversaria. Inoltre il tecnico non ha avuto timore a lanciare i ragazzi piu giovani e responsabilizzare gli altri: il ruolo di regista a Verre, la maglia di titolare a Dragomir, Kingsley primo cambio.

Unico appunto: le dichiarazioni post partita, gli arbitri hanno sempre memoria lunga e faticano a dimenticare.

Per concludere: condizioni per fare bene ci sono tutte. Ambientali, tecniche, comportamentali, logistiche e organizzative. Ora la parola passa al campo.

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